La scomparsa di Gino Paoli ispira la colonna sonora di queste ultime ore e induce a dar spazio alle melodie e alle parole di quella scuola genovese della canzone che ci ha regalato tante emozioni.
L’esito referendario fa escludere “Senza fine”. Si deve invece volger l’orecchio al brano di Umberto Bindi “La musica è finita” e al refrain “Gli amici se ne vanno”.
L’uscita di scena di Andrea Del Mastro e Giusi Bartolozzi in realtà non la si riesce ad inquadrare in una cornice romantica e non sono pochi ad immaginare che – dietro a quel sipario – chi è stato spinto oltre le quinte difficilmente accetterà un esilio silente.
Ancor meno delicato è l’abbandono della Ministra Daniela Garnero Santanchè, rudemente immedesimatasi in Garibaldi a Teano e rapida ad esclamare un sofferto “Obbedisco” agli auspici di Giorgia Meloni.
Lontana dai riflettori se ne è andata anche la Vice Presidente della Regione Piemonte, Elena Chiorino, che però ha solo rinunciato al rango di numero 2 della Giunta Cirio e ha invece tenuto stretto il suo Assessorato. Così facendo conserva le attuali deleghe al Lavoro, Formazione, Istruzione e alle società partecipate. Quando si legge società partecipate, non ci si sbagli, si parla di quelle in cui ha quote la Regione e non la “5 forchette srl” di cui era socia la Chiorino…
La notizia delle dimissioni, che ha fatto seguito ad un comprensibile malumore della Premier, non particolarmente entusiasta dei risultati delle urne, mi ha gettato nello sconforto. Il pensiero di aver perso pezzi da 90 di cui raccontare le epiche gesta nei miei corsivi mi ha oggettivamente affranto.
Sono certo che altri sapranno darmi spunti di pregio per far correre le dita sulla tastiera, ma non riesco a nascondere un dolore e fatico a scrivere con la consueta leggerezza. E la “leggerezza” di Del Mastro forse era ispiratrice…
Lasciano le stanze dei palazzi che contano due persone moderate che non hanno esitato ad evidenziare la loro visione del tanto tormentato Pianeta Giustizia.
Il buon Del Mastro – che non ha mancato di confondere i detenuti con Enzo Maiorca – è stato pervicace sostenitore dell’utilità di far praticare l’apnea agli ospiti presenti e futuri delle strutture carcerarie. Leggendaria in fatto di umanità la sua storica “gioia, intima gioia” provata nel non far respirare i detenuti sui veicoli della polizia penitenziaria.
Non dimenticheremo certo la dottoressa Bartolozzi, la sua inconfondibile pacatezza verbale nei talk show televisivi, l’imparzialità (lei magistrata) nel giudicare i suoi colleghi come plotoni di esecuzione…
Si resta stupefatti dall’eclissi della Ministra del Turismo che ha spontaneamente deciso di voltar pagina, forse perché quella su cui erano annotate le pendenze giudiziarie purtroppo era già colma. E’ stata e rimane la miglior testimonianza del principio secondo il quale si è innocenti fino al compimento dell’ultimo grado di giudizio, anche se l’assortimento delle accuse totalizzate in questi anni pare un po’ eccessivo per voler dimostrare tale fondamento del nostro diritto.
La gente comune si domanda legittimamente cosa stia succedendo e si chiede se chi è stato bonariamente estromesso dalla cabina di pilotaggio del nostro Paese resterà buono buono nell’angolo in cui è stato relegato.
Qualcuno – cresciuto nel culto dei film western – teme sparatorie degne dell’OK Corral e crede di sentire già il suono delle pistolettate.

E’ oggettivamente impensabile che gli angeli precipitati dal Paradiso si lascino cadere senza urlare la propria disperazione, senza cercare un appiglio o – più facilmente – senza tentare di trascinare altri nella vertiginosa cascata.
Qualcun altro, invece, forse condizionato dal recente referendum, fa appello al “libro dei Giudici” nota porzione della Bibbia. E’ lì che si legge la storia di Sansone e dei Filistei ma nel frangente odierno è difficile capire chi – senza accapigliarsi con altri contendenti – dovrà recitare il ruolo che nella filmografia classica fu del muscoloso Brad Harris…

Non resta che attendere. Pazientemente.
Solo Trump è convinto che a certe azioni non corrispondano reazioni uguali e contrarie.
Forse anche chi fa parte del suo stretto giro di amicizie non conosce Newton e non ha studiato i principi della dinamica, ma – lasciando stare gli intonsi libri di scuola – deve pensare che questo è il principio (stavolta inteso come inizio) della fine.












