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BISTECCHIERI D’ITALIA

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
23/03/2026
in EDITORIALI, Uncategorized
BISTECCHIERI D’ITALIA
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TE LO LEGGO IO

Gli ideali non conoscono confini, limiti che non guardano solo al di là della punta del proprio naso di cui a volte si scopre una collodiana allungabilità quando si nega la più plateale evidenza.
Le più nobili aspirazioni – sempre più rare di questi tempi – fanno sì che uno o più piemontesi, solitamente poco propensi a instaurare rapporti con soggetti geograficamente dislocati verso Sud, scelgano di mettersi in affari con una ragazzina appena diventata maggiorenne ma con presunte disponibilità finanziarie tutt’altro che trascurabili.
Se è vero che l’ideale, come scrive la Treccani, è “ciò che è concepito dallo spirito e dall’intelletto come bello e perfetto”, va detto che anche il diventare ricchi può essere un orientamento ambizioso per chi ha nei confronti del denaro una certa divinazione. Il “pecunia non olet” è d’obbligo.
Qualcuno potrebbe osservare che in Piemonte la diffidenza verso il resto dell’Italia è purtroppo proverbiale come l’abbinamento tra falso e cortese che etichetta chi – come me – è nato in quella regione.
La prudenza della gente di quelle terre si traduce normalmente in una legittima mancanza di fiducia negli altri per timore o sospetto di essere ingannato o comunque di andare incontro a situazioni sgradevoli, magari capaci di compromettere la propria reputazione o addirittura di esporre a conseguenze di ben altro rilievo.
La storia della “5 Forchette Srl” è una sorta di emancipazione. Quella piccola società è il rompighiaccio che salpa da Biella per infrangere barbari stereotipi di ogni tipo.
A spingere verso il coinvolgimento nell’avventura è stato l’encomiabile proposito di pensare al futuro delle nuove generazioni, di regalare prospettive, di vivacizzare l’economia, di valorizzare – nella circostanza – la carne alla brace.
Il ruolo di socia di maggioranza spetta – cavallerescamente – alla giovin fanciulla che dinanzi al notaio si intesta il 50% delle quote. Il 25% è dell’emulo di San Pietro, quello che – interrogato se conoscesse il babbo della ragazza – non ha esitato a negare come l’Apostolo a ridosso della promenade nell’Orto di Getsemani.
Qui non si è dovuto aspettare che il gallo cantasse tre volte, perché una serie di immagini fotografiche hanno potuto validare un certo rapporto di sorridente cordialità tra il parlamentare e poi sottosegretario e l’operoso imprenditore che – secondo le cronache giudiziarie e la giurisprudenza – si prendeva la briga di schermare le attività d’impresa di un noto personaggio del crimine organizzato.
Il restante spicchio pari ad un quarto della torta nelle mani di chi è finito?
Una occasione tanto propizia non poteva non trovare l’interesse di chi aveva comunione di obiettivi e quindi le restanti quote sarebbero finite nelle mani di altri ed alti rappresentanti della medesima formazione politica del sottosegretario che non aveva tardato ad accalappiare una fetta importante dell’impresa.
Così si legge su tutti i giornali – senza aver bisogno di recarsi alla Camera di Commercio – che oltre all’uomo del Governo vanno annoverati tra i benefattori del rilancio dell’imprenditoria nel settore della ristorazione la Vice Presidente della Regione Piemonte Elena Chiorino (5%), l’assessore al Comune di Biella Cristiano Franceschini (5%), il Consigliere regionale Davide Eugenio Zappalà (5%) e l’impiegata Donatella Pelle (10%).
Ad accomunare questi personaggi non è – come i maligni non esitano a rimarcare – l’appartenenza a Fratelli d’Italia perché a voler esser pignoli tra loro ci sono anche due sorelle, una delle quali priva di rilievo politico.
Quel che ha aggregato i soci della signorina Caroccia è stato il fiuto. Chi oggi disserta a proposito della vicenda parla esclusivamente per invidia di quella capacità di intuizione che caratterizza chi non perde occasioni che passano fulmineamente davanti ai propri occhi.
La composizione della “5 forchette srl” ad un certo punto evolve per via di alcune complicazioni giudiziarie che sopravvengono a turbare la libertà personale del babbo della ragazza nominata Amministratrice unica della società.
Sentendo puzza di bruciato, tipica delle cucine in cui si aggirano incapaci ai fornelli, il sottosegretario sembrerebbe essersi sbrigato a liberarsi delle quote commettendo – a quanto si legge – l’imprudenza di cederle ad una società costituita ad hoc e a lui riconducibile. La fretta è cattiva consigliera e certo non si può dare la colpa a chi poi – con esemplare ravvedimento operoso – ha rimediato uscendo definitivamente dal business.
Lasciati da parte i clamori dei soliti, noiosi, ripetitivi scoop giornalistici, bisogna aggiungere che la propensione agli affari dovrebbe esser apprezzata.
Ci si deve opporre a chi chiede le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia e piuttosto si deve auspicare una sua migrazione al Ministero delle Imprese e del Made in Italy dove meglio può esprimere le sue indiscutibili doti.

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E' stato Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino dal febbraio 2022 all'aprile 2026 (Authority di cui è stato Vice Presidente dall'aprile 2019 al gennaio 2022).

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