Fantasia e creatività sono sempre state cardini del nostro Paese e non c’è bisogno di scomodare quel prezzemolino di Leonardo da Vinci per constatare quanto siano irrefrenabili l’inventiva e la voglia di stupire l’universo.
Pur facendo ruotare il mappamondo e scrutando maniacalmente i dettagli delle carte geografiche più particolareggiate è difficile trovare un’altra porzione del pianeta tanto effervescente.
Purtroppo chi ha doti soprannaturali paga l’inevitabile prezzo dell’invidia popolare e non fatica a finire nel mirino della stampa più cinica e faziosa.
In una fase delicata per la salute economica e finanziaria che porta alla cessazione di tante attività, a smentire chi dice “vedi, ha chiuso anche quella bottega…” arriva un personaggio istituzionale di grande calibro che smentisce un presunto trend negativo e spiazza gli analisti del mercato.
La cronaca riporta l’encomiabile spirito imprenditoriale di un sottosegretario al Ministero di Giustizia che insegna agli italiani come contrastare la sorte avversa e schiaffeggiare inflazione e disoccupazione.
Il personaggio politico – protagonista di tante altre performance che ne sottolineano l’estrema versatilità e la capacità di primeggiare in qualunque contesto – ha dimostrato come avviare iniziative che non siano destinate a dolorosi fallimenti e a cocenti delusioni.
“Non semplici teorie, ma empiriche plateali dimostrazioni di bravura” potrebbe essere il suo slogan che manderebbe in pensione il tradizionale “Non sogni, ma solide realtà” di uno storico immobiliarista.
Il primo segreto è quello di miscelare sapientemente l’esperienza delle persone mature e affermate con il brio spumeggiante dei giovanissimi. Si tratta quindi di trovare un socio che ha appena raggiunto la maggiore età e possibilmente sia privo di qualunque competenza.
Va ricordato che per assicurarsi il successo bisogna metter da parte qualsiasi pregiudizio che potrebbe zavorrare un decollo straordinario.
Il o la partner non deve innescare approfondimenti su origine, frequentazioni o amicizie pericolose: ne va apprezzata la spigliatezza, magari ereditata da un intraprendente nucleo famigliare.
Il settore più propizio in cui cimentarsi è senza dubbio quello della ristorazione e formula giuridica dell’impresa è ovviamente quella di una società da creare dinanzi al notaio e da registrare alla Camera di Commercio.
Già la riunione dinanzi a chi deve redigere gli atti costitutivi è opportunità per scambio di idee ma soprattutto per conoscere meglio i “compagni di viaggio” della nascente avventura.
E’ bello in quella circostanza prendere atto che sia il socio illustre sia il babbo della giovane titolare di altra quota hanno almeno un punto in comune (presente, passato o futuro), quello di avere a che fare – direttamente o indirettamente – con la Giustizia.
Deve essere emozionante, come per chi racconta di aver fatto le vacanze nella stessa località, esclamare “anch’io” a chi è nella sala d’attesa del notaio per la stesura dell’atto.
Sembra di vedere la scena in cui c’è chi dice che andrà a lavorare a Via Arenula e la ragazzina che replica che anche il papà ha avuto a che fare con i tribunali. L’immaginario dialogo si fa subito avvincente, con l’orizzonte di deleghe istituzionali che si intreccia con esperienze con la polizia giudiziaria e le prospettive – poi realizzate – di vedere da vicino le strutture penitenziarie, con una condanna a otto mesi in primo grado che non può competere con quattro anni di carcere da scontare a Viterbo….
La storia di “Le 5 Forchette Srl” la si può leggere su Il Fatto Quotidiano, ma tanti altri si sono poi appassionati a questa vicenda.
Noi fermiamoci qui, ma domani – lo giuro – riprendiamo il discorso.
Il palcoscenico dell’inquietante conflitto iraniano non vede in campo solo chi attivamente sta bombardando e massacrando.
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