La buona notizia interessa anche gli innamorati e i semplici invaghiti, che non sanno a quale stratagemma far ricorso per veder accettata la rispettiva pretesa. Chi ha paura di un rifiuto alla richiesta “mi vuoi sposare” o più prosaicamente “me la dai” adesso sa che un SI ha una quotazione ufficiale.
Non c’è bisogno di spendere una fortuna in fiori, inviti a cena o chissà quale regalo prezioso. Non si deve temere di fare un investimento oneroso che – in caso di relazione non duratura – rischia di penalizzare il cuore o l’inguine, oltre che il portafogli.
La capacità di persuadere è un’arte e a volte basta poco per trovare il consenso. Il “target” (come dicono quelli che vogliono far credere di conoscere le lingue straniere) non è mai così impermeabile alla blandizia specie se di carattere monetario.
Non occorrono cifre iperboliche perché ormai ci si accontenta di poco, a volte ci si imbambola anche solo davanti ad una semplice promessa che si sa che non verrà mantenuta.
Figuriamoci cosa può accadere se chi è da convincere ha un veicolo con 60 litri di serbatoio. Se è rimasto totalmente a secco (e quindi lo deve spingere fino al distributore) facendo il pieno ha la possibilità – grazie ad un generoso dono – di risparmiare ben 15 euro.
La munifica riduzione del “prezzo alla pompa” è sufficiente per convincere la povera gente (povera non economicamente) che “qualcuno si preoccupa” per chi è in difficoltà.
L’agevolazione è ovviamente limitata temporalmente e arriva a coprire il weekend referendario e le due settimane successive in cui l’esito della consultazione potrebbe avere strascichi nell’opinione pubblica.
15 euro sono un privilegio dei single come chi presiede il Governo, ma diventano sette euro e mezzo se si tratta di una coppia regolare in possesso di un solo veicolo. Questi esercizi aritmetici portano a considerare i vantaggi astronomici per le famiglie con prole patentata e individualmente automunita.
Se un veicolo compie 12 chilometri con un litro, chi vuol tentare di fare un secondo rifornimento “scontato” deve percorrere – con i 60 litri appena immaginati – la bellezza di 720 chilometri eltrimenti il regalo non può superare i già computati 15 euro.
E’ quindi certo che chi è alla guida di veicoli a motore “termico” voterà SI, ma chi è al volante di una Tesla o di un’altra diavoleria elettrica barrerà il NO sulla scheda o confiderà su un bonus che arrivi prima dell’apertura delle urne?
E chi – forse anche per la crisi economica di cui nessuno parla – non ha più o non si è mai potuto permettere un’automobile o è costretto a vender la sua, come muoverà la matita sulla scheda?
Ma, soprattutto, vale la pena trovare convincente una piccola elemosina?
C'è poco da fare. Luomo a torso nudo ha un suo fascino. "Certamente" si lascerebbe scappare l'elite dei cultori delle opere di Ciprì e Maresco e in particolare...
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