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Home LA STORIA CHE DIMENTICA

LA LEGGE TRUFFA

Giuseppe Bodi di Giuseppe Bodi
09/03/2026
in LA STORIA CHE DIMENTICA
LA LEGGE TRUFFA
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TE LO LEGGO IO

Ogniqualvolta si ventila un progetto di riforma delle leggi elettorali, nel pensiero degli italiani si rievoca la così detta “Legge truffa”. In Italia le normative elettorali si susseguono periodicamente, in particolare nell’ultimo trentennio, assumendo denominazioni almeno folcloristiche. Si pensi, con tutto il rispetto verso il Parlamento e gli ispiratori delle leggi, al “porcellum”, al “rosatellum”, al “mattarellum”. In particolare il porcellum venne così denominato poiché l’estensore della Legge la definì “una porcata”. No comment.
La Legge n. 148 del 31 marzo 1953 venne soprannominata “Legge truffa”. La stessa prevedeva che alla lista, o al gruppo di liste collegate, che avesse raggiunto il 50% più uno dei voti validi venissero assegnati il 64,4% dei seggi alla Camera dei Deputati. Nella sostanza veniva introdotto un modello maggioritario con premio di maggioranza. Alle successive elezioni del 7 giugno 1953, nessuna lista, o gruppo di liste, raggiunse la percentuale sufficiente a far scattare il premio di maggioranza. La norma venne abrogata il 31 luglio 1954.
Il dibattito parlamentare fu molto acceso; qualcuno disse che vi erano voti da un soldo e da mezzo soldo. Non ho trovato riscontri ma mi pare fu Epicarmo Corbino (1890-1984). Corbino, illustre economista, appartenente al Partito Liberale Italiano, fu membro dell’Assemblea Costituente, Deputato e per un breve periodo Ministro del Tesoro.
Il voler cambiare, come si sul dire, “in corso d’opera” le leggi elettorali pare sia una poco brillante, sgradevole e inopportuna abitudine politica italiana. Allo stesso tempo chi cambia in “dirittura d’arrivo” le leggi elettorali pare non sia premiato dal cittadino al quale torna alla mente la famosissima e vituperata “Legge truffa” del 1953.
Non risponde a criteri morali ma la tentazione di approfittare delle nuove normative elettorali, elaborate in base a calcoli politici del momento, è una sconfortante costante italiana.
L’ultimo progetto di riforma, partorito in notturna, chissà come era la luna se favorevole o meno ai nascituri, sembra voglia fornire una schiacciante maggioranza a chi raggiunge il 40% o poco più dei voti validi, sia esso un partito o una coalizione. Sembra, sempre che le indiscrezioni siano veritiere, che l’ingordigia e la bulimia siano gli elementi caratterizzanti il novello progetto di riforma.

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