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ETICA INTELLIGENZA ARTIFICIALE DI ANTHROPIC, CHE NE PENSI DELL’ATTACCO ALL’IRAN?

Andrea Aparo von Flüe di Andrea Aparo von Flüe
05/03/2026
in SCENARI
ETICA INTELLIGENZA ARTIFICIALE DI ANTHROPIC, CHE NE PENSI DELL’ATTACCO ALL’IRAN?
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TE LO LEGGO IO

Opportuno scoprire cosa ne pensa Claude, il modello di intelligenza artificiale di Anthropic, dell’attacco degli Stati Uniti all’IRAN.
Claude, qual è la tua valutazione degli eventi?

Alla data e ora di questa tua interrogazione, 3 marzo 2026, 12:18:26, la situazione è molto significativa e in rapida evoluzione. Ecco una panoramica equilibrata che parte da cosa è successo nel passato.
Due sono le fasi principali da tenere in considerazione:

  • Giugno 2025 — Operazione Midnight Hammer, (martello di mezzanotte): la notte del 22 giugno 2025, le forze statunitensi hanno attaccato contemporaneamente tre siti nucleari iraniani in un’elaborata missione che ha coinvolto 4mila militari. I siti di Fordow, Natanz e Isfahan sono stati gravemente danneggiati. Gli Stati Uniti hanno valutato che le capacità nucleari dell’Iran sono state danneggiate in modo importante.
  • 28 febbraio 2026 — Operazione Epic Fury (furia epica): nelle prime ore di sabato 28 febbraio, gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato un grande attacco all’Iran, prendendo di mira almeno nove città in tutto il paese. All’alba del 1° marzo, i media statali iraniani hanno confermato che il leader supremo Ali Khamenei è stato ucciso.

La giustificazione ufficiale:
l’amministrazione Trump ha dichiarato che l’Iran aveva riavviato il suo programma nucleare e stava sviluppando missili con una portata sufficiente per un attacco agli Stati Uniti. Trump ha autorizzato l’attacco dopo che gli Stati Uniti hanno ricevuto informazioni secondo cui l’Iran stava progettando di lanciare missili in modo preventivo, anche se l’amministrazione non ha fornito prove e i funzionari del Pentagono hanno detto al Congresso, in un aggiornamento a porte chiuse, che non c’era alcuna intelligence che suggerisse che l’Iran stesse pianificando di attaccare le forze statunitensi.

Il contesto diplomatico:
poco prima dell’inizio degli attacchi, il 27 febbraio 2026, il ministro degli Esteri dell’Oman ha detto che era stata raggiunta una “svolta” nelle trattative in corso e che l’Iran aveva accettato sia di non immagazzinare mai uranio arricchito, sia la piena verifica da parte dell’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica); inoltre, l’Iran aveva accettato di declassare irreversibilmente il suo attuale uranio arricchito. Ha detto che la pace era “a portata di mano”. Gli attacchi sono andati avanti comunque.

Risposta dell’Iran:
l’Iran ha lanciato attacchi in nove paesi della regione – Bahrain, Iraq, Giordania, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti – e un drone iraniano ha colpito una pista in una base militare britannica a Cipro. La maggior parte degli attacchi missilistici sono stati intercettati. Almeno 555 persone sono state uccise in tutto l’Iran in attacchi congiunti USA-Israele.

Valutazioni critiche:
gli analisti sono profondamente divisi. Gli esperti dello Stimson Center sostengono che gli attacchi aerei da soli non possono rovesciare un governo e che è probabile che l’Iran ne emerga malconcio, ma non distrutto. Si tratta di un avvertimento sia agli Stati Uniti di non essere arroganti, sia una sottolineatura dei limiti della potenza aerea. Notano anche che rifiutare la diplomazia a favore della forza incentiva la proliferazione nucleare a livello globale e rende gli avversari riluttanti a impegnarsi in attività diplomatiche con gli Stati Uniti.
Il segretario generale delle Nazioni Unite ha descritto gli attacchi USA-israeliani come azioni che hanno “sprecato” un’opportunità per la diplomazia.
D’altra parte, i sostenitori dell’attacco preventivo sostengono che le ambizioni nucleari dell’Iran rappresentavano una vera minaccia esistenziale per la regione e richiedevano un’azione decisiva dopo anni di diplomazia e sanzioni fallite.
In breve, questa è una delle azioni militari più consequenziali in Medio Oriente degli ultimi decenni, con importanti domande irrisolte sulla sua efficacia strategica a lungo termine, sulla base giuridica e sulle ripercussioni regionali e globali. La situazione è in continuo e attivo sviluppo.

Tutto chiaro, ma quali sono le possibilità di un esito positivo?
Questa è una domanda estremamente complessa e la risposta onesta dei principali esperti è: “le probabilità di un risultato chiaramente positivo sono basse, anche se non nulle.” Ecco una ripartizione equilibrata degli scenari:

Caso ottimista (cambio di regime + democratizzazione)
Se il regime cade, c’è una reale possibilità per gli iraniani di stabilire la democrazia laica fondata sui diritti umani che hanno a lungo desiderato, ma ci sono altre forze in gioco che potrebbero spingere il futuro dell’Iran in una direzione meno democratica. La domanda chiave è se gli Stati Uniti aiuteranno il popolo iraniano a tracciare un percorso positivo in avanti, o lo lasceranno a sé stessi dopo che le bombe smetteranno di cadere. (Nota: il 4 marzo 2026, inizia il funerale del defunto leader supremo Ali Khamenei e viene annunciata la nomina del figlio Mojtaba Hosseini a nuova guida suprema).

Caso pessimista (molto probabile secondo gli esperti)
La maggior parte degli analisti di tutto lo spettro politico sono, per diversi motivi, scettici su una soluzione positiva:
Gli attacchi e il controllo dello spazio aereo da soli non fanno capovolgere i governi. La storia suggerisce che la coercizione più spesso fallisce quando un governo crede di lottare per la sua sopravvivenza. In Iran oggi, non esiste una forza ribelle indigena organizzata in grado di sfruttare la pressione militare come hanno fatto i ribelli libici nel 2011.
La Repubblica islamica è profondamente radicata. L’Iran non è l’Iraq nel 2003: ha istituzioni statali più coese, una struttura ideologica profondamente radicata e reti regionali che si estendono ben oltre i suoi confini. Anche se parti della sua leadership sono degradate, la Repubblica Islamica ha esperienza di rigenerazione sotto pressione. Anche un futuro processo elettorale, se dovesse emergere un regime di transizione, potrebbe non produrre un sistema democratico sostenibile. L’opposizione politica frammentata dell’Iran può produrre governi instabili incapaci di soddisfare gli immensi bisogni economici della popolazione e questo senza tenere conto delle lotte armate delle minoranze etniche oppresse, o dei gruppi islamisti.
La diplomazia è stata abbandonata in un momento critico. Prima degli attacchi, l’amministrazione USA ha insistito su un arricchimento zero senza offrire un significativo sollievo dalle sanzioni – condizioni che hanno reso un accordo essenzialmente impossibile. L’amministrazione sembra non essere mai stata concentrata esclusivamente sulla riduzione del programma nucleare iraniano, sollevando dubbi sulla sua chiarezza strategica. Dopo il primo giorno di attacchi, Trump ha detto di voler riprendere i negoziati. Tuttavia, l’iraniano Ali Larijani ha successivamente escluso i colloqui, mentre da allora gli ispettori dell’AIEA non sono stati in grado di visitare i siti iraniani. La porta non è completamente chiusa, ma si è ristretta in modo significativo.

Per concludere, il risultato più probabile a breve termine, secondo il consenso degli esperti di Brookings, CFR -Council on Foreign Relations, Chatham House e Atlantic Council, è uno stato iraniano malconcio, ma sopravvissuto; un periodo prolungato di instabilità regionale e nessun chiaro successore democratico, il che ricorda più la Libia post-intervento occidentale che la Germania del secondo dopoguerra.
Un risultato genuinamente positivo (disarmo nucleare + Iran democratico stabile) è poco probabile, ma possibile, però richiederebbe un impegno deliberato e sostenuto degli Stati Uniti che mostra pochi segni di pianificazione.

Claude, ma aveva senso attaccare l’Iran?
Questa è davvero una delle questioni geopolitiche più difficili del nostro tempo, e voglio essere trasparente: sono cauto nell’offrire un verdetto personale su questioni di guerra e pace, poiché queste coinvolgono profondi compromessi morali, strategici e umani in cui persone ragionevoli sono profondamente in disaccordo.
Detto questo, posso condividere quali siano gli argomenti più forti da ogni parte e la direzione che sembra essere indicata dalle prove:

Il caso PER attaccare

  • L’Iran era probabilmente a mesi di distanza dalla capacità delle armi nucleari, che avrebbe alterato in modo permanente l’equilibrio di potere regionale.
  • Decenni di sanzioni e diplomazia non sono riusciti a fermare l’arricchimento dell’uranio.
  • Un Iran nucleare potrebbe innescare una corsa agli armamenti regionale: Arabia Saudita, Turchia, Egitto tutti alla ricerca delle proprie armi.
  • Alcuni sostengono che la deterrenza funzioni solo se gli avversari credono che agirai.

Il caso PER NON attaccare

  • La diplomazia stava lavorando attivamente, secondo quanto riferito, è stata raggiunta una svolta “il giorno prima” dell’inizio degli attacchi ed è stata ignorata.
  • Uccidere un capo di stato e attaccare nove città è un atto di guerra senza una chiara strategia di uscita.
  • La storia è disseminata di attacchi “di successo” che hanno creato un caos peggiore a lungo termine (Iraq, Libia).
  • Probabilmente “accelera” la proliferazione nucleare a livello globale: ogni nazione che guarda ora sa che la diplomazia con gli Stati Uniti comporta dei rischi.
  • La base giuridica e morale è profondamente contestata.

La direzione possibile:
colpire “dopo” che è stata annunciata una svolta diplomatica è la cosa più difficile da difendere strategicamente, o moralmente. Suggerisce che l’obiettivo potrebbe non essere stato puramente la non proliferazione nucleare, ma qualcosa di più ampio e meno definito. Le guerre senza obiettivi chiari e raggiungibili tendono a finire male. La maggior parte degli storici e degli strateghi noterebbe che “si ricorre all’azione militare quando tutte le alternative sono state veramente esaurite.” Non è il caso in esame. Detto questo, la questione nucleare iraniana era una vera minaccia che richiedeva una risposta reale – il dibattito è se “questa” risposta, in “questo” momento, sia quella giusta.
Incoraggio a formare la propria opinione: questo è esattamente il tipo di domanda che merita un serio dibattito pubblico.

Grazie Claude e prendi nota di questa annotazione finale: le guerre tendono a finire male, non importa quali siano gli obiettivi.

 

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Andrea Aparo von Flüe

Andrea Aparo von Flüe

Padre italiano, madre svizzera-tedesca. Lunghi periodi all’estero fra Svizzera, Francia, Stati Uniti, Giappone. Scuole primarie svizzere e irlandesi; scuola secondaria in Francia e in Italia. Il risultato è un’ottima conoscenza del francese, inglese e del dialetto svizzero tedesco; buona del tedesco, elementare del giapponese e la capacità di muovermi da “indigeno” in contesti culturali diversi. Nel gennaio del 1978 mi hanno laureato dottore in fisica “summa cum laude” discutendo una tesi sperimentale sulla dinamica di caduta dei chicchi di grandine, sviluppata lavorando come ricercatore presso l’Ufficio Centrale di Ecologia e Meteorologia Agraria del Ministero Agricoltura e Foreste, per conto del quale ho lavorato nei periodi estivi dal 1977 al 1979 come membro del Gruppo italiano che partecipava alla ricerca internazionale Grossversuch IV (Politecnico di Zurigo, Università di Montpellier e Grenoble, Ricercatori dell’URSS). Dopo essere risultato primo su quattrocento candidati, nel 1979, sono stato assunto, con la qualifica di Ricercatore, all’Ufficio Europeo Brevetti dell’Aja (NL), da cui mi sono dimesso a causa dello scarso interesse del lavoro e dello stipendio eccessivo. Tornato in Italia, nel 1979, mentre ero docente di Meteorologia all’IT Aeronautico “Francesco de Pinedo”, sono stato chiamato dal Prof. Umberto Colombo a lavorare come consulente al CNEN, il Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare, di cui egli era Presidente. In tale veste ho curato prima studi sul contenuto energetico di centrali nucleari e convenzionali, poi sono stato responsabile di diverse “task forces” per la definizione e avvio di attività connesse alla diffusione di nuove tecnologie: coordinamento del Gruppo di lavoro per la documentazione e l’informazione, automazione delle biblioteche geograficamente diffuse del CNEN, creazione di un servizio di “business graphics” computerizzata, avvio delle iniziative di Office Automation, automazione integrata della Presidenza e Direzione Generale. Nel 1981 sono entrato negli organici dell’ENEA, (ex CNEN) come collaboratore Tecnico Professionale alla Direzione Centrale Relazioni Esterne per poi passare alla Direzione Centrale Studi e ho iniziato la mia attività di Assistente del Presidente. Dal giugno del 1982 al maggio del 1983, su invito del Massachusetts Institute of Technology, Laboratory for Computer Science, mi sono trasferito a Cambridge (USA) per lavorare come Visiting Scientist, membro dell’Office Automation Group. In tale sede ho approfondito gli aspetti del management dei processi d’innovazione tecnologica e ho avuto responsabilità di conduzione del gruppo di ricerca, non ché di Thesis Advisor. Dal luglio 1983 all’aprile 1987 ho fatto parte della Direzione Centrale INFO dell’ENEA come responsabile dei progetti di automazione di ufficio. Continuando l’attività di Assistente del Presidente, ho avuto responsabilità dei progetti di diffusione dell’innovazione tecnologica nelle piccole e medie imprese, analizzando una serie di potenziali “start up”. Nel 1984 ho curato la pubblicazione di uno studio sui mestieri e le professioni degli anni ’90, mettendo a frutto le conoscenze, acquisite nel corso degli anni, di economia, management e di diverse nuove tecnologie: informatica e telematica, nuove energie, nuovi materiali, biotecnologie, innovazioni di processo (laser, robotica, FMS, CAD-CAM, ecc.) per citare le principali. Con la fine del 1985 ho ideato, gestito e completato il progetto di automazione integrata degli uffici della Presidenza e della Direzione generale dell’ENEA, che ha visto la radicale trasformazione delle modalità di lavoro di tutto il personale segretariale, tecnico e dirigenziale dei suddetti uffici. Nel corso del 1986, su invito del governo giapponese (MITI-JETRO), ho passato un mese di studio in Giappone visitando numerose imprese giapponesi e avendo intensi confronti di idee con esponenti governativi e della cultura nipponica. A partire da quella data mi sono occupato in modo continuativo del Giappone, intessendo una fitta rete di conoscenze personali e professionali con esponenti nipponici del mondo del Business e di quello accademico. A fine 1986, ho voluto sviluppare un’esperienza di lavoro nell’industria privata. Sono entrato alla Fiat S.p.A. a Torino dove ho lavorato dal 1986 al 1988 nella Direzione Studi Economici e Analisi Strategiche per passare nel 1989 alle dirette dipendenze del Direttore dell’Ente Sviluppo, Coordinamento e Controllo, in qualità di Vice-Direttore responsabile dei Progetti Speciali (Business Development). Dal febbraio 1990 sono stato in forza alla Fiat Auto. Fino al giugno 1991 ho avuto la responsabilità dei rapporti con le istituzioni internazionali nell’ambito della Direzione Centrale Sviluppo, Coordinamento e Controllo. I miei compiti comprendevano la manutenzione e implementazione di una rete di contatti internazionali finalizzata al monitoraggio degli sviluppi tecnologici e delle strategie dei partners e dei competitori. Partecipavo e/o definivo progetti speciali su temi inerenti il management dei processi di innovazione e di cambiamento, nonché di team dedicati a progetti di M&A. Dal giugno 1991 al marzo 1993 nella Direzione Ambiente e Politiche Industriali, responsabile del coordinamento del piano Qualità Totale, rispondendo direttamente all’amministratore delegato. Dopo essere stato responsabile delle attività di Relazioni Internazionali nell’ambito della Direzione Ambiente e Politiche industriali, a partire dal 1995 sono responsabile degli Scenari Ambientali. Ho ideato e gestito per conto della Fiat Auto Spa i progetti speciali inerenti all’introduzione e uso delle tecnologie della realtà Virtuale e di Internet. Nel 1995 ho coordinato la presentazione (prima mondiale) di due nuovi modelli di vetture (Bravo e Brava) sul World Wide Web in contemporanea con il lancio nel mondo “reale”, continuando a seguire lo sviluppo e le strategie di presenza dei marchi Fiat Auto (Alfa Romeo, Lancia e Fiat) sul World Wide Web (www.alfaromeo.com; www.lancia.com; www.fiat.com); ho poi contribuito ad avviare le attività di uso delle tecnologie della Rete nelle Direzioni Progettazione, Acquisti, Commerciale, Amministrazione e Controllo. Ho sviluppato una conoscenza approfondita su tecnologie, strategie e modalità di comunicazione avvalendosi di sistemi multimediali, ideando e partecipando, nel 1994, alla costituzione, avvio e gestione della com.e srl di Roma, Multimedia Agency, leader nel suo settore di attività (www.com-e.com) che comprende il Web Content, Strategie per Alta Direzione, Formazione e Addestramento. Dal giugno 1998, dopo avere lasciato il gruppo FIAT, responsabile del progetto Trustees21 presso il World Economic Forum, a Ginevra, Svizzera. Nell’aprile 1999 ho accettato l’offerta del Sindaco della Città di Barletta, Dott. Francesco Salerno, di rivestire il ruolo di Direttore Generale/City Manager della Città di Barletta, nonché dirigente responsabile del personale e del settore informatica e telecomunicazioni del Comune. Ho gestito un’organizzazione di 450 persone, di cui 12 dirigenti in reporting diretto. A fine dicembre 1999, la modifica sostanziale della composizione della giunta della Città ha causato la conclusione del mio mandato, così da evitare le dimissioni del Sindaco. Dal febbraio 2000 a luglio 2001, ho operato in qualità di Assistente del Prof. Ferrante Pierantoni, Componente dell’Autorità per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione della Presidenza del Consiglio della Repubblica Italiana. A partire dall’ottobre del 2001 svolgo attività di consulenza strategica per l’alta direzione, con particolare attenzione alle tematiche della sicurezza informatica e fisica. Sono stato Amministratore Delegato della società di consulenza Alef Consulting srl , da me fondata nel 1997, con cui ho svolto fino al dicembre 2013 attività di consulenza e formazione. Fino a luglio 2001 sono stato Senior Consultant e membro del consiglio di amministrazione della com.e srl, società attiva nel mondo di Internet, da me fondata con due soci nel 1994. Nel gennaio 2000 ho contribuito alla partenza della società If, Interface Factory srl, esperta d’interfacce avanzate di Rete, di cui sono presidente. Dal gennaio 2001 al mese di ottobre 2002 sono stato Responsabile delle Strategie della Multimoda Network spa, gruppo industriale del settore Moda, a MIlano. Dal novembre 2002 al Gennaio 2003 sono Chief Scientific Advisor per il Gruppo Finmeccanica spa, a Roma. A partire dal Gennaio 2003 sono entrato in organico come Group Scientific Advisor e V.P. responsabile della Technology Intelligence di Gruppo. In tale veste mi sono occupato di progetti speciali, coordinamento di attività fra aziende del Gruppo, facilitato il completamento di progetti di sviluppo prodotto, ideato e partecipato alla gestione del Premio Innovazione di Gruppo, avviato e gestito contenzioso legale, e sua soluzione positiva per Finmeccanica, con maggiore fabbricante automobilistico USA. Ho co-ideato e portato al successo il cosiddetto Project Zero della Agusta Westland, il primo velivolo a decollo verticale realmente innovativo dalla definizione dell’elicottero (vedere su Google Project zero AW). Assisto e interagisco con esponenti del mondo dell’arte per individuare soluzioni tecnologiche per la realizzazione di artefatti e opere. Ad esempio, componendo un gruppo di esperti provenienti dalle aziende del Gruppo Finmeccanica, abbiamo consentito al Maestro Maurizio Mochetti a realizzare la sua opera, installazione fissa al MAXXI di Roma, partecipando alla definizione delle soluzioni tecnologiche necessarie. A partire da Febbraio 2012 fino al dicembre 2014 sono in organico ad Ansaldo Energia spa, a Genova, come Senior Advisor R&D dell’Amministratore Delegato Ing. Giuseppe Zampini. Dal luglio 2012 al giugno 2013 sono membro del Consiglio di Amministrazione della PROTER srl a Terni, azienda attiva nella chimica di quarta generazione. . Dal Marzo 2015 socio fondatore di GoTo10 srl in Milano, attiva nel settore educazione e formazione, in particolare sulle tematiche relative all’insegnamento del pensiero computazionale. Dal settembre 2015 a giugno 2017 Amministratore Delegato di ProTer srl in Terni, società di ricerca e sviluppo attiva nel settore della chimica di IV generazione e della chimica verde. Da luglio 2017 a Novembre 2020, Chief Operating Officer e Vice Principal della JPED Academy a Pechino, distretto di Changping. Le mie attività comprendono essere responsabile operativo, vice-preside, direttore degli Studi, e docente STEAM di una nuova High School internazionale in lingua inglese, basata sul curriculum studiorum USA per studenti di nazionalità cinese. Rientrato in Italia a inizio novembre 2020, lavoro dal dicembre dello stesso anno, fino al novembre 2022, per la Geminiani srl, azienda specializzata nel campo dei motori per applicazioni industriali e in sistemi innovativi di gestione dell’energia elettrica in qualità di Senior Advisor per la R&D. Dal gennaio 2023, insieme a Michael Lenton, gia Amministratore Delegato di Fimeccanica Australia (oggi Leonardo Australia) con cui si è lavorato per molti anni in Finmeccanica, abbiamo avviato The Advisory, International Strategic Consulting, società di consulenza internazionale, attiva in particolare in Italia e Australia. Ci occupiamo di aziende e prodotti ad alta tecnologia, fornendo consulenza strategica, gestionale e legale. Inoltre, dal 1994, sono Professore a contratto di Strategie Aziendali, presso la Scuola di Specializzazione in Ricerca Operativa e Teoria delle Decisioni, Dipartimento di Statistica, Università “La Sapienza”, Roma. Dal febbraio 2000 al Settembre 2006 sono co-ideatore, Docente e Assistant Director del MiNE, Master in the Network Economy presso l’Università Cattolica di Piacenza. Dall’anno accademico 2001-2002 fino al settembre 2014 insegno strategie di comunicazione al Politecnico di Milano, Master in Design della Comunicazione, Dipartimento di Architettura, fiancheggiando il Prof. Paolo Ciuccarelli, titolare del corso di Metaprogetto. I miei punti di forza risiedono nella capacità di comprensione di Scienza e Tecnologia e di diversi aspetti delle discipline umanistiche, in particolari arti visive, e dunque capacità di sintesi fra queste, management e strategia; nella facilità di definire e fare crescere rapporti e relazioni interpersonali; in una lunga esperienza di relazioni internazionali a scala globale; in una non comune capacità di comunicazione, divulgazione e insegnamento. Mi viene riconosciuta capacità di leadership e di motivazione di team operativi interdisciplinari e internazionali. Nel corso degli anni ho seguito un notevole numero di corsi di specializzazione e seminari; ho pubblicato un gran numero di articoli scientifici, anche a carattere divulgativo su quotidiani e riviste specializzate. Anche qualche libro: da citare il primo testo in italiano che parlava del World Wide Web e zone limitrofe: “Il Libero delle reti, edizioni ADN Kroos.. Da oltre un decennio svolgo attività di consulente sui temi della strategia e dell’innovazione tecnologica. Sono stato membro di diversi Comitati e Gruppi di lavoro governativi e presso la CEE. Ho fatto parte del Comitato Scientifico della rivista “Scienza e Dossier” e titolare della rubrica “Il Nuovo” sviluppata su temi innovativi di Scienza e Tecnologia. Sono stato titolare di rubrica fissa sulle riviste “L’Europeo”, Next”, “Ceramicanda” e “Netforum”. Collaboro saltuariamente con molte altre testate. Blogger per il Fatto Quotidiano, Infosec News e Giano News. Ho avuto diverse esperienze didattiche, in Italia e all’estero, anche a carattere continuativo; ho tenuto un elevato numero di conferenze e seminari in Italia e all’estero per enti governativi, università e aziende private. Nel Marzo del 1990 sono stato chiamato dal rettore Prof. Mel Horwitch a far parte dello Scientific Advisory Board del Theseus Institute, Business School specializzata in Strategie dei Sistemi di Informazione e delle Reti, localizzata nel parco scientifico europeo di Sophia Antipolis, nel sud della Francia. Altre info disponibili su Google. Dimenticavo: due figli, due ex-mogli e Silvana da poco mi ha detto sì. Per concludere, ce n’è abbastanza da “scassare i cabasisi” a molti…

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