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ABBIAMO TOCCATO IL FONDO E NON È LO SCI DI CORTINA

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
22/02/2026
in EDITORIALI
ABBIAMO TOCCATO IL FONDO E NON È LO SCI DI CORTINA
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TE LO LEGGO IO

Il titolo è pessimista solo in apparenza. In realtà è un convinto segnale di ottimismo, una sorta di dichiarazione universale di negazionismo a proposito dell’ineludibile destino che le cose potranno andare ancor peggio

Nel giro di pochi giorni abbiamo visto sgretolarsi le ultime sparute tracce di credibilità che la società odierna poteva aver serbato al riparo dallo sfacelo planetario.

L’arresto del principe Andrea (poi rilasciato per attutire il colpo a quel che rimane ai sudditi monarchici d’oltremanica) è nulla in confronto a quel che si è verificato sull’altro versante dell’Atlantico.

King Donald, che in termini di valore politico potrebbe essere una crasi tra Burger King e McDonalds, ha istituzionalizzato la sua dittatura galattica chiamando a sé i paggi dello scenario internazionale e trasformando quelli che dovrebbero essere Capi di Stato in insignificanti azionisti di minoranza di una delle più intollerabili malefatte dal Big Bang ad oggi.

L’uomo, che fa vergognare la maggioranza degli statunitensi cresciuti in quella che era l’invidiata terra della libertà, ha raccattato il peggio dei leader mondiali convincendoli a partecipare al più brutale degli stupri di una intera popolazione martoriata. Triste vedere i potenti che si accomodano – con tanto di cappellino MAGA in mano come pensionati caduti nella trappola della gita a pochi euro che culmina nella vendita di colossali set di pentole.

La ricostruzione della Palestina (che prima dei bombardamenti israeliani non aveva bisogno di nessun intervento edile) è il banchetto degli avvoltoi pronti a scarnificare quel che resta e ad ingrassare con la più animale speculazione.

In questo orripilante quadretto da b-movie non mancano i guardoni, quelli che hanno sgomitato per assistere alla violenza, all’abuso, all’abominio. Viene da chiedersi cosa si prova ad esser testimoni attraverso il buco della serratura di un simile scempio, calpestando diritti e principi elementari che se dimenticati sono comunque scritti indelebilmente nella nostra Costituzione.

Ma siamo sinceri la Carta che dovrebbe rappresentare le tavole laiche dei comandamenti è oggi a stento un bistrattato e inosservato manuale di istruzioni da elettrodomestico. Si può quindi immaginare un futuro diverso quando c’è chi, pur avendo brillantemente completato il ciclo di istruzione in un istituto alberghiero, non sa far tesoro degli insegnamenti di bon ton che caratterizza chi è alla concierge e sbraita contro le stesse Istituzioni che dovrebbe difendere a spada tratta?

La povera Italia, dove non stupirebbe se i cuori da trapiantare si trasportassero nella busta frigo del supermercato, magari dimenticadola sul sedile posteriore di un’auto lasciata al sole, ha ogni giorno un fatto di cronaca che richiama l’attenzione e distrae dalla tragedia collettiva in corso.

I diritti fondamentali già messi a dura prova da un legiferare d’urgenza continuano ad esser calpestati. L’appuntamento referendario intossicato dalla profonda disinformazione che fa credere in una panacea sarà l’apoteosi.

Una sorta di suicidio assistito dei cittadini, pesantemente sedati dall’illusione che la riforma cambierà in meglio la Giustizia, non sarà rapido e indolore.

Il Paese, che sognava la velocizzazione dei processi e il sedicente riequilibrio delle parti, assisterà all’eclissi di quel potere giudiziario che certo migliorabile ha sicuramente commesso qualche errore ma ha fatto il possibile e l’impossibile perché la legge fosse uguale per tutti.

Non è soltanto il bambino di Napoli a non avere avuto un cuore funzionante, ma tutti quelli che subiscono senza reagire alle iniquità commesse e prossime a manifestarsi in casa nostra e laddove ci teniamo ad apparire a qualunque costo.

Qui non c’è bisogno di un trapianto. Non occorre alcuna anestesia, ma serve un risveglio. Quello della coscienza.

Si eviti che anche a noi stacchino la spina della democrazia con la scusa dell’accanimento terapeutico. 

Si esca dalla platea di chi assiste alle quotidiane scene di bullismo di questo o quel prepotente, perché si avvicina il momento in cui ci si deve alzare dalla poltrona e viene il nostro turno.

Si provi, per una volta, a fare il tifo per il più debole. Se Gaza non piace, resta comunque l’imbarazzo della scelta.

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E’ Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino (Authority di cui è stato Vice Presidente dall’aprile 2019 al gennaio 2022).

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