Se non conoscete Polymarket, dovete sapere che è un sito “predittivo”, ovvero un insediamento web che fa perno sulla possibilità o meno che un evento si possa verificare.
In parole povere, è un sito su cui si può scommettere su qualunque cosa come in passato c’è chi lo ha fatto sulla morte di Papa Francesco.
Questo è il mondo che ci siamo ritagliati, l’universo che invece di evolvere riesce ogni giorno a stupirci con l’ennesima nefandezza.
Il Wall Street Journal qualche giorno fa ha raccontato la storia di alcuni militari israeliani che – fortunatamente arrestati dopo una segnalazione dello Shin Bet, il servizio segreto interno – sono stati assicurati alla giustizia per aver impiegato informazioni riservate per piazzare su Polymarket scommesse sulle operazioni del proprio esercito.
Protagonisti già identificati di questa orribile vicenda sono un riservista e un dipendente civile della Difesa, soggetti di cui non è stato rivelato il nome, ma di cui si conoscono i capi di imputazione corrispondenti a gravi reati contro la sicurezza, corruzione e intralcio alla giustizia.
I fatti risalgono a circa un anno fa, quando un utente di Polymarket con l’account “ricosuave666” è riuscito ad azzeccare perfettamente la cronologia dei dodici giorni del conflitto che ha visto in campo Israele ed Iran.
Lo scommettitore così in gamba era riuscito a prevedere le date, gli orari e le località degli attacchi israeliani e persino i dettagli della dichiarazione di fine delle attività belliche in questione.
I 150mila dollari di vincite non sono passati inosservati e gli altri scommettitori hanno cominciato a sospettare che il “fortunato” fosse in realtà una persona in possesso di informazioni riservate.
Accumulato il gruzzoletto, l’account sembra esser sparito. Un mese fa – proprio in occasione del rigurgito delle ostilità verso l’Iran – il signor “ricosuave666” riappare in campo e questo suo riaffacciarsi è stato fatale per la combriccola che si celava dietro quel nickname, ma sembra che le indagini abbiano fatto affiorare una più vasta platea di giocatori in possesso di notizie top secret…
Questo palcoscenico merita di essere tenuto d’occhio a prescindere dalle scommesse eclatanti che richiamano l’attenzione dei curiosi.
E’ di fatto la palestra del cosiddetto “insider trading” e forse una approfondita osservazione di quel che accade può far emergere gli “infedeli” che approfittano della conoscenza di dati confidenziali, di eventi in fieri, di situazioni delicate, di accordi e progetti per trarne indebitamente profitto.
Non parliamo di scenari fantastici e lontani da noi. Il recente episodio dell’alto dirigente ministeriale, che non a caso ha comprato azioni di un istituto di credito, ci fa capire che furbi e speculatori non sono soltanto in capo al mondo ma, apparentemente insospettabili, stanno proprio in mezzo a noi.
Verrebbe da scommettere che le cose cambino in meglio. I bookmaker, però, sono poco fiduciosi.
Il palcoscenico dell’inquietante conflitto iraniano non vede in campo solo chi attivamente sta bombardando e massacrando.
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