E’ stato freddato con 10 colpi di pistola. Come un cane, si diceva una volta quando non si era innamorati di animali domestici. Nemmeno come un cane, in realtà, perché anche la crudeltà verso le bestie ha un limite.
Alex aveva 37 anni. Faceva l’infermiere e aveva solo la colpa – imperdonabile – di aver dedicato la sua vita ad assistere gli altri, quelli più deboli e meno fortunati. Per coerenza è morto aiutando una donna caduta a terra dopo esser stata spintonata dai delicatissimi agenti dell’Immigration and Customs Enforcement, la cui galanteria è ormai proverbiale.
Per speculare coerenza gli uomini (non perché esseri umani, ma perché di sesso maschile) delle forze dell’ordine hanno scaraventato anche Alex al suolo e, appena le sue spalle hanno toccato l’asfalto, lo hanno abbattuto con una rapida sequenza di proiettili.
Gli energumeni, una volta dato corso alla brutale esecuzione, hanno mostrato una pistola che poteva sembrare rinvenuta addosso a chi era stato appena ucciso. I fautori della polizia a mani libere di agire e i sostenitori della giustizia sommaria, a quel punto, hanno esultato e in ogni angolo del mondo c’è stato chi ha strillato con invidia “ma perché non lo fanno anche da noi….”
Un testimone oculare, rimasto per il momento anonimo (e speriamo per il suo bene resti tale), ha giurato che Alex era disarmato e ha messo a disposizione il video che lo dimostra ed evidenzia come questo non abbia opposto alcuna resistenza.
Nell’era dei telefonini dotati di videocamera, sempre a portata di mano e pronti a zoomare con elevata copiosità di dettagli ad alta risoluzione, non manca mai chi riesce a riprendere gli eventi di più diversa natura. E quasi sempre di filmati di quel genere ce ne sono in abbondanza, permettendo la ricostruzione dei fatti sfruttando le differenti angolazioni di ripresa e riducendo l’ampiezza delle libere interpretazioni dell’accaduto.
Chi giustifica l’abbattimento del pericolosissimo infermiere trova come pezza d’appoggio il possesso – da parte del defunto – di un regolare porto d’armi. “Elementare, Watson” direbbe un contemporaneo Sherlock Holmes. Tale prova inchioda il povero Alex anche se in realtà equivale ad autorizzare – sul luogo di un incidente stradale – l’arresto di chiunque (anche a piedi) sia titolare di una patente di guida…
A sedare ogni dubbio sulla correttezza dell’operato dell’ICE (o ICE che pronunciar si voglia) arrivano fortunatamente quelli che hanno studiato diritto sulle pagine della Settimana Enigmistica, che si sono specializzati in armamenti con le dispense periodiche vendute in edicola con tanto di modellini da montare in 140 uscite, che hanno un cugino cacciatore e un amico che per anni ha lavorato all’ufficio pensioni di un corpo di polizia. Questa pletora di “umarell virtuali”, quelli che abitualmente seguono i cantieri da remoto, non esitano a dissertare sulla pistola che sarebbe una “automatica” micidiale.
Verissimo. Quella sventolata da Trump come reperto è una “Sig Sauer P320 calibro 9 mm”. E’ talmente efficace che sembrerebbe essere una delle armi più presenti al fianco di militari e poliziotti statunitensi e tra quelle preferite dall’Immigration and Customs Enforcement.
Alex era di origini italiane, nipote di uno dei nostri bisnonni e nonni che hanno solcato l’oceano per raggiungere quella che era la terra della libertà e delle opportunità. Anche Gregory Bovino, l’alto funzionario della polizia frontaliera che si abbiglia da nazista come faceva un qualunque capogruppo alla Camera dei Deputati, ha sangue tricolore nelle vene.
L’infermiere aveva nel cuore l’esempio delle nostre migliori tradizioni di impegno e di generosità.
Il gerarca simbolo della lotta spietata all’immigrazione, invece, è figlio di Michael Bovino, quello finito in prigione perché guidando in stato di ubriachezza ha ucciso una giovane donna e ferito gravemente chi era con lei. Probabilmente il ristagnante odio verso il genitore che lo ha lasciato alla madre quando aveva solo 14 anni fa pensare a Bovino che tutti gli immigrati siano come suo papà o – forse – gente orribile come lui stesso.
Sono terribilmente attratto dalla pubblicità. Non riesco a resistere, venendone irrimediabilmente attratto quasi dietro lo schermo del televisore – scomparso da tempo il tubo catodico – si nascondesse...
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