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ALEX PRETTI NIPOTE DI ITALIANI COME GREG BOVINO

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
26/01/2026
in EDITORIALI
ALEX PRETTI NIPOTE DI ITALIANI COME GREG BOVINO
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TE LO LEGGO IO

E’ stato freddato con 10 colpi di pistola. Come un cane, si diceva una volta quando non si era innamorati di animali domestici. Nemmeno come un cane, in realtà, perché anche la crudeltà verso le bestie ha un limite.
Alex aveva 37 anni. Faceva l’infermiere e aveva solo la colpa – imperdonabile – di aver dedicato la sua vita ad assistere gli altri, quelli più deboli e meno fortunati. Per coerenza è morto aiutando una donna caduta a terra dopo esser stata spintonata dai delicatissimi agenti dell’Immigration and Customs Enforcement, la cui galanteria è ormai proverbiale.
Per speculare coerenza gli uomini (non perché esseri umani, ma perché di sesso maschile) delle forze dell’ordine hanno scaraventato anche Alex al suolo e, appena le sue spalle hanno toccato l’asfalto, lo hanno abbattuto con una rapida sequenza di proiettili.
Gli energumeni, una volta dato corso alla brutale esecuzione, hanno mostrato una pistola che poteva sembrare rinvenuta addosso a chi era stato appena ucciso. I fautori della polizia a mani libere di agire e i sostenitori della giustizia sommaria, a quel punto, hanno esultato e in ogni angolo del mondo c’è stato chi ha strillato con invidia “ma perché non lo fanno anche da noi….”
Un testimone oculare, rimasto per il momento anonimo (e speriamo per il suo bene resti tale), ha giurato che Alex era disarmato e ha messo a disposizione il video che lo dimostra ed evidenzia come questo non abbia opposto alcuna resistenza.
Nell’era dei telefonini dotati di videocamera, sempre a portata di mano e pronti a zoomare con elevata copiosità di dettagli ad alta risoluzione, non manca mai chi riesce a riprendere gli eventi di più diversa natura. E quasi sempre di filmati di quel genere ce ne sono in abbondanza, permettendo la ricostruzione dei fatti sfruttando le differenti angolazioni di ripresa e riducendo l’ampiezza delle libere interpretazioni dell’accaduto.
Chi giustifica l’abbattimento del pericolosissimo infermiere trova come pezza d’appoggio il possesso – da parte del defunto – di un regolare porto d’armi. “Elementare, Watson” direbbe un contemporaneo Sherlock Holmes. Tale prova inchioda il povero Alex anche se in realtà equivale ad autorizzare – sul luogo di un incidente stradale – l’arresto di chiunque (anche a piedi) sia titolare di una patente di guida…
A sedare ogni dubbio sulla correttezza dell’operato dell’ICE (o ICE che pronunciar si voglia) arrivano fortunatamente quelli che hanno studiato diritto sulle pagine della Settimana Enigmistica, che si sono specializzati in armamenti con le dispense periodiche vendute in edicola con tanto di modellini da montare in 140 uscite, che hanno un cugino cacciatore e un amico che per anni ha lavorato all’ufficio pensioni di un corpo di polizia. Questa pletora di “umarell virtuali”, quelli che abitualmente seguono i cantieri da remoto, non esitano a dissertare sulla pistola che sarebbe una “automatica” micidiale.
Verissimo. Quella sventolata da Trump come reperto è una “Sig Sauer P320 calibro 9 mm”. E’ talmente efficace che sembrerebbe essere una delle armi più presenti al fianco di militari e poliziotti statunitensi e tra quelle preferite dall’Immigration and Customs Enforcement.
Alex era di origini italiane, nipote di uno dei nostri bisnonni e nonni che hanno solcato l’oceano per raggiungere quella che era la terra della libertà e delle opportunità. Anche Gregory Bovino, l’alto funzionario della polizia frontaliera che si abbiglia da nazista come faceva un qualunque capogruppo alla Camera dei Deputati, ha sangue tricolore nelle vene.
L’infermiere aveva nel cuore l’esempio delle nostre migliori tradizioni di impegno e di generosità.
Il gerarca simbolo della lotta spietata all’immigrazione, invece, è figlio di Michael Bovino, quello finito in prigione perché guidando in stato di ubriachezza ha ucciso una giovane donna e ferito gravemente chi era con lei. Probabilmente il ristagnante odio verso il genitore che lo ha lasciato alla madre quando aveva solo 14 anni fa pensare a Bovino che tutti gli immigrati siano come suo papà o – forse – gente orribile come lui stesso.

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E’ Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino (Authority di cui è stato Vice Presidente dall’aprile 2019 al gennaio 2022).

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