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QUI PARLA LA GROENLANDIA, OPPORTUNO ASCOLTARE CON ATTENZIONE

Andrea Aparo von Flüe di Andrea Aparo von Flüe
22/01/2026
in SCENARI
QUI PARLA LA GROENLANDIA, OPPORTUNO ASCOLTARE CON ATTENZIONE
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TE LO LEGGO IO

Mai sentito parlare di Tillie Martinusses? No?
Groenlandese, membro del Cooperation Party (NdT: Suleqatigiissitsisut, in groenlandese Samarbejdspartiet in danese) che ha contribuito a fondare.
Ha rilasciato ad APT News una memorabile intervista. La trovate a questo indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=xs53IESxz80

Ci siamo presi la briga e di certo il gusto di trascrivere quanto da lei dichiarato, sottoponendo il tutto a un leggero editing, senza modificare nulla.

Una dichiarazione di appartenenza al popolo groenlandese, di resistenza alla demenza trumpiana e di intelligenza.

Chissà se l’hanno invitata al Forum di Davos…

“Penso che Trump non comprenda realmente il popolo groenlandese. Noi non diamo particolare valore al denaro, alle labbra alla Kardashian, alle tette finte e cose del genere. In Groenlandia non è nemmeno possibile possedere terreni in senso tradizionale: si può ottenere un lotto per costruirvi la propria casa e diventare proprietari dell’immobile, ma la terra in sé rimane di tutti.
I groenlandesi credono profondamente che la terra non possa essere proprietà privata: appartiene a tutti, così come le sue ricchezze e il mare.

Trump commette quindi un grande errore di valutazione quando pensa che possiamo essere convinti dal denaro, o da altri beni materiali. Non lo siamo. Anche se si parlasse di 100mila dollari a persona, non rinunceremmo mai alla nostra assistenza sanitaria gratuita, alla nostra istruzione gratuita, alla nostra appartenenza all’Europa, alla nostra sovranità. Siamo un popolo con grande autonomia all’interno del regno di Danimarca. Non vogliamo essere ricchi come gli americani. Basta guardare quanto sono avidi: sparano persino ai loro concittadini, invadono paesi per pura cupidigia. Sappiamo bene che ci sono minerali e petrolio nel nostro sottosuolo e che valgono moltissimo.
Però conosciamo anche la storia degli Inuit dell’Alaska e delle tribù native americane: la loro terra è stata sottratta e non sono stati trattati bene dall’America.
Sappiamo che Trump si circonda di sostenitori della supremazia bianca. Noi non siamo bianchi, siamo persone di colore. Sappiamo quindi che probabilmente i nostri diritti ci verrebbero tolti, ma sappiamo anche che stiamo molto bene così come siamo, insieme alla Danimarca. Abbiamo assistenza sanitaria gratuita, istruzione gratuita a tutti i livelli e il governo ci sostiene economicamente durante gli studi con borse di studio. Tutto questo non lo scambieremmo mai con il sistema sociale americano.

Bisogna ricordare poi che molti groenlandesi hanno familiari danesi: madri, padri, nonni. Abbiamo oltre 400 anni di storia comune, siamo profondamente interconnessi.

Stiamo assistendo in questi giorni a inquietanti proteste in America. Gli agenti dell’ICE perseguitano molte persone e da qui sembra che se la prendano soprattutto con chi è di colore. Guardateci: noi siamo di colore. Quindi sì, preferiamo rimanere con la Danimarca.

L’America ha avuto fino a 17 basi militari qui e le ha chiuse tutte tranne una, la base spaziale di Pituffik (NdT: in passato Thule Air Base, enclave amministrativa statunitense nel comune di Avannaata, nella Groenlandia settentrionale). Può aumentare la sua presenza militare quando vuole. Quindi la sicurezza e la difesa non sono il tema principale, come tutti in Groenlandia sanno bene.
Saremo anche in pochi, ma leggiamo, siamo istruiti e seguiamo le notizie del mondo, specialmente quelle che riguardano il nostro paese. Conosciamo i trattati che abbiamo con l’America.

La situazione è simile a quando si ha una muta di cani da slitta e uno all’improvviso si gira e ti morde. Devi isolarlo dagli altri ed eliminarlo: è crudele, ma non c’è alternativa. Non ci si può più fidare di quel cane.
Naturalmente non spareremo agli americani – siamo persone pacifiche – ma l’America ha 10mila soldati pronti al combattimento nella zona artica, mentre la sola Finlandia ne ha 35mila.

Potremmo anche, volendo intensificare le cose, liberarci di tutti i titoli del Tesoro americani. Questo farebbe male.

Guardando poi a Francia, Canada e a tutti gli alleati, abbiamo una forza molto grande in termini di soldati e armi. L’America ha persino dovuto prendere in prestito le navi da guerra della marina danese per pattugliare i mari artici.
Tutto questo per dire che non è scontato che l’America vincerebbe qui.

Abbiamo combattuto al fianco dell’America in molte guerre nel mondo perché volevamo rispettare i trattati stipulati. Alcuni combattimenti urbani in Siria, per esempio, sono stati durissimi per i soldati occidentali. Immagino che probabilmente sarebbe lo stesso in Groenlandia, se non peggio. Quindi non la prenderei alla leggera. Naturalmente nessuno vuole la guerra e nessuno vuole essere invaso.

Certo, ci sono stati capitoli bui nei 400 anni del nostro rapporto con la Danimarca, ma è pur sempre una storia di quattro secoli.
Recentemente ho visto emergere su YouTube testimonianze secondo cui i soldati americani sono stati molto “cattivi” con alcune delle nostre persone qui (NdT: Nuuk) e ad Arsuk.
Alcuni degli anziani che ricordano quei fatti hanno detto: “Beh, quei tipi non erano davvero poi così buoni”.

Quindi non importa cosa sia successo tra Danimarca e Groenlandia: lo risolveremo noi. Risolveremo i nostri attriti. Stiamo bene così come stiamo.
Se vogliamo essere indipendenti, i groenlandesi devono poterlo decidere da soli, non sotto pressione di una qualche superpotenza.
Siamo ben consapevoli che se diventassimo indipendenti domani, Trump ci invaderebbe semplicemente perché non avrebbe problemi con la NATO, con l’Europa e con tutto il resto.

Penso quindi che stia scommettendo, in modo molto offensivo, che i groenlandesi siano persone stupide e ignoranti che non seguono le notizie mondiali. Non lo siamo: è vero esattamente il contrario.

Saremo qui centinaia di anni dopo Donald Trump. Anche se ci invadesse, penso che lo aspetteremmo come aspettiamo il maltempo. Tutti qui sanno che quando il tempo decide di portare una tempesta, potremmo doverci rintanare per un giorno, o due. Ci rintaneremo per un anno, due, anche dieci, o vent’anni poi, non appena Trump e i suoi simili saranno andati via, torneremo alla Danimarca.

Tutti vogliono una soluzione pacifica. Donald Trump è l’unico che sembra volere combattere e non credo che nemmeno l’esercito americano lo voglia.

Sembra solo fuori di testa e sconsiderato. Sembra che voglia ripagare alcuni dei suoi ricchi finanziatori per potersi candidare alla presidenza per la terza volta. Questo è ciò che pensa la maggior parte dei groenlandesi. Non lo sappiamo con certezza, ma questo è ciò che pensiamo.

Hanno già fatto un sondaggio l’anno scorso: solo il sei percento era pro-americano. Ho visto molti video sui social media ultimamente in cui dicono: “Mi dispiace, mi sbagliavo su MAGA, mi sbagliavo sull’America”.
Quindi penso che oggi la percentuale sarebbe ancora più bassa.
L’ottantacinque percento ha detto un no schiacciante l’anno scorso e penso che la percentuale sia ancora più alta ora.
Quindi no, decisamente no.

Nessuno vuole che i paesi NATO vengano messi l’uno contro l’altro.
Nessuno, tranne forse Donald Trump e nessuno sa perché.
Ci chiediamo: è troppo amico di Putin? Cosa sta succedendo?
Nessuno vuole che la Groenlandia diventi un campo di battaglia e abbiamo visto molte nazioni farsi avanti. Come ho detto, nazioni che stanno cercando di fare l’ultimo gesto amichevole verso l’America, mostrando al contempo di avere effettive capacità militari.

Vogliamo ancora essere amici, ma come avete visto oggi, il primo ministro canadese è andato in Cina per cercare di stabilire nuove relazioni. Quindi, se Donald Trump vuole un nuovo ordine mondiale, OK, lo avrà.

Il settantaquattro percento degli americani comuni non vuole l’invasione della Groenlandia e penso che, probabilmente, in quel settantaquattro percento ci sia la maggior parte della capacità militare, perché sanno che attaccherebbero un alleato della NATO, un paese europeo.

Dalla Seconda Guerra Mondiale l’emisfero occidentale si è unito. Quindi è molto strano che stia cercando di fare questo. Alcuni europei sperano che forse stia solo cercando di spingerli ad aumentare rapidamente la loro capacità militare.

Non la penso così. Penso che voglia davvero la Groenlandia.

Ma vedremo”.

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Andrea Aparo von Flüe

Andrea Aparo von Flüe

Padre italiano, madre svizzera-tedesca. Lunghi periodi all’estero fra Svizzera, Francia, Stati Uniti, Giappone. Scuole primarie svizzere e irlandesi; scuola secondaria in Francia e in Italia. Il risultato è un’ottima conoscenza del francese, inglese e del dialetto svizzero tedesco; buona del tedesco, elementare del giapponese e la capacità di muovermi da “indigeno” in contesti culturali diversi. Nel gennaio del 1978 mi hanno laureato dottore in fisica “summa cum laude” discutendo una tesi sperimentale sulla dinamica di caduta dei chicchi di grandine, sviluppata lavorando come ricercatore presso l’Ufficio Centrale di Ecologia e Meteorologia Agraria del Ministero Agricoltura e Foreste, per conto del quale ho lavorato nei periodi estivi dal 1977 al 1979 come membro del Gruppo italiano che partecipava alla ricerca internazionale Grossversuch IV (Politecnico di Zurigo, Università di Montpellier e Grenoble, Ricercatori dell’URSS). Dopo essere risultato primo su quattrocento candidati, nel 1979, sono stato assunto, con la qualifica di Ricercatore, all’Ufficio Europeo Brevetti dell’Aja (NL), da cui mi sono dimesso a causa dello scarso interesse del lavoro e dello stipendio eccessivo. Tornato in Italia, nel 1979, mentre ero docente di Meteorologia all’IT Aeronautico “Francesco de Pinedo”, sono stato chiamato dal Prof. Umberto Colombo a lavorare come consulente al CNEN, il Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare, di cui egli era Presidente. In tale veste ho curato prima studi sul contenuto energetico di centrali nucleari e convenzionali, poi sono stato responsabile di diverse “task forces” per la definizione e avvio di attività connesse alla diffusione di nuove tecnologie: coordinamento del Gruppo di lavoro per la documentazione e l’informazione, automazione delle biblioteche geograficamente diffuse del CNEN, creazione di un servizio di “business graphics” computerizzata, avvio delle iniziative di Office Automation, automazione integrata della Presidenza e Direzione Generale. Nel 1981 sono entrato negli organici dell’ENEA, (ex CNEN) come collaboratore Tecnico Professionale alla Direzione Centrale Relazioni Esterne per poi passare alla Direzione Centrale Studi e ho iniziato la mia attività di Assistente del Presidente. Dal giugno del 1982 al maggio del 1983, su invito del Massachusetts Institute of Technology, Laboratory for Computer Science, mi sono trasferito a Cambridge (USA) per lavorare come Visiting Scientist, membro dell’Office Automation Group. In tale sede ho approfondito gli aspetti del management dei processi d’innovazione tecnologica e ho avuto responsabilità di conduzione del gruppo di ricerca, non ché di Thesis Advisor. Dal luglio 1983 all’aprile 1987 ho fatto parte della Direzione Centrale INFO dell’ENEA come responsabile dei progetti di automazione di ufficio. Continuando l’attività di Assistente del Presidente, ho avuto responsabilità dei progetti di diffusione dell’innovazione tecnologica nelle piccole e medie imprese, analizzando una serie di potenziali “start up”. Nel 1984 ho curato la pubblicazione di uno studio sui mestieri e le professioni degli anni ’90, mettendo a frutto le conoscenze, acquisite nel corso degli anni, di economia, management e di diverse nuove tecnologie: informatica e telematica, nuove energie, nuovi materiali, biotecnologie, innovazioni di processo (laser, robotica, FMS, CAD-CAM, ecc.) per citare le principali. Con la fine del 1985 ho ideato, gestito e completato il progetto di automazione integrata degli uffici della Presidenza e della Direzione generale dell’ENEA, che ha visto la radicale trasformazione delle modalità di lavoro di tutto il personale segretariale, tecnico e dirigenziale dei suddetti uffici. Nel corso del 1986, su invito del governo giapponese (MITI-JETRO), ho passato un mese di studio in Giappone visitando numerose imprese giapponesi e avendo intensi confronti di idee con esponenti governativi e della cultura nipponica. A partire da quella data mi sono occupato in modo continuativo del Giappone, intessendo una fitta rete di conoscenze personali e professionali con esponenti nipponici del mondo del Business e di quello accademico. A fine 1986, ho voluto sviluppare un’esperienza di lavoro nell’industria privata. Sono entrato alla Fiat S.p.A. a Torino dove ho lavorato dal 1986 al 1988 nella Direzione Studi Economici e Analisi Strategiche per passare nel 1989 alle dirette dipendenze del Direttore dell’Ente Sviluppo, Coordinamento e Controllo, in qualità di Vice-Direttore responsabile dei Progetti Speciali (Business Development). Dal febbraio 1990 sono stato in forza alla Fiat Auto. Fino al giugno 1991 ho avuto la responsabilità dei rapporti con le istituzioni internazionali nell’ambito della Direzione Centrale Sviluppo, Coordinamento e Controllo. I miei compiti comprendevano la manutenzione e implementazione di una rete di contatti internazionali finalizzata al monitoraggio degli sviluppi tecnologici e delle strategie dei partners e dei competitori. Partecipavo e/o definivo progetti speciali su temi inerenti il management dei processi di innovazione e di cambiamento, nonché di team dedicati a progetti di M&A. Dal giugno 1991 al marzo 1993 nella Direzione Ambiente e Politiche Industriali, responsabile del coordinamento del piano Qualità Totale, rispondendo direttamente all’amministratore delegato. Dopo essere stato responsabile delle attività di Relazioni Internazionali nell’ambito della Direzione Ambiente e Politiche industriali, a partire dal 1995 sono responsabile degli Scenari Ambientali. Ho ideato e gestito per conto della Fiat Auto Spa i progetti speciali inerenti all’introduzione e uso delle tecnologie della realtà Virtuale e di Internet. Nel 1995 ho coordinato la presentazione (prima mondiale) di due nuovi modelli di vetture (Bravo e Brava) sul World Wide Web in contemporanea con il lancio nel mondo “reale”, continuando a seguire lo sviluppo e le strategie di presenza dei marchi Fiat Auto (Alfa Romeo, Lancia e Fiat) sul World Wide Web (www.alfaromeo.com; www.lancia.com; www.fiat.com); ho poi contribuito ad avviare le attività di uso delle tecnologie della Rete nelle Direzioni Progettazione, Acquisti, Commerciale, Amministrazione e Controllo. Ho sviluppato una conoscenza approfondita su tecnologie, strategie e modalità di comunicazione avvalendosi di sistemi multimediali, ideando e partecipando, nel 1994, alla costituzione, avvio e gestione della com.e srl di Roma, Multimedia Agency, leader nel suo settore di attività (www.com-e.com) che comprende il Web Content, Strategie per Alta Direzione, Formazione e Addestramento. Dal giugno 1998, dopo avere lasciato il gruppo FIAT, responsabile del progetto Trustees21 presso il World Economic Forum, a Ginevra, Svizzera. Nell’aprile 1999 ho accettato l’offerta del Sindaco della Città di Barletta, Dott. Francesco Salerno, di rivestire il ruolo di Direttore Generale/City Manager della Città di Barletta, nonché dirigente responsabile del personale e del settore informatica e telecomunicazioni del Comune. Ho gestito un’organizzazione di 450 persone, di cui 12 dirigenti in reporting diretto. A fine dicembre 1999, la modifica sostanziale della composizione della giunta della Città ha causato la conclusione del mio mandato, così da evitare le dimissioni del Sindaco. Dal febbraio 2000 a luglio 2001, ho operato in qualità di Assistente del Prof. Ferrante Pierantoni, Componente dell’Autorità per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione della Presidenza del Consiglio della Repubblica Italiana. A partire dall’ottobre del 2001 svolgo attività di consulenza strategica per l’alta direzione, con particolare attenzione alle tematiche della sicurezza informatica e fisica. Sono stato Amministratore Delegato della società di consulenza Alef Consulting srl , da me fondata nel 1997, con cui ho svolto fino al dicembre 2013 attività di consulenza e formazione. Fino a luglio 2001 sono stato Senior Consultant e membro del consiglio di amministrazione della com.e srl, società attiva nel mondo di Internet, da me fondata con due soci nel 1994. Nel gennaio 2000 ho contribuito alla partenza della società If, Interface Factory srl, esperta d’interfacce avanzate di Rete, di cui sono presidente. Dal gennaio 2001 al mese di ottobre 2002 sono stato Responsabile delle Strategie della Multimoda Network spa, gruppo industriale del settore Moda, a MIlano. Dal novembre 2002 al Gennaio 2003 sono Chief Scientific Advisor per il Gruppo Finmeccanica spa, a Roma. A partire dal Gennaio 2003 sono entrato in organico come Group Scientific Advisor e V.P. responsabile della Technology Intelligence di Gruppo. In tale veste mi sono occupato di progetti speciali, coordinamento di attività fra aziende del Gruppo, facilitato il completamento di progetti di sviluppo prodotto, ideato e partecipato alla gestione del Premio Innovazione di Gruppo, avviato e gestito contenzioso legale, e sua soluzione positiva per Finmeccanica, con maggiore fabbricante automobilistico USA. Ho co-ideato e portato al successo il cosiddetto Project Zero della Agusta Westland, il primo velivolo a decollo verticale realmente innovativo dalla definizione dell’elicottero (vedere su Google Project zero AW). Assisto e interagisco con esponenti del mondo dell’arte per individuare soluzioni tecnologiche per la realizzazione di artefatti e opere. Ad esempio, componendo un gruppo di esperti provenienti dalle aziende del Gruppo Finmeccanica, abbiamo consentito al Maestro Maurizio Mochetti a realizzare la sua opera, installazione fissa al MAXXI di Roma, partecipando alla definizione delle soluzioni tecnologiche necessarie. A partire da Febbraio 2012 fino al dicembre 2014 sono in organico ad Ansaldo Energia spa, a Genova, come Senior Advisor R&D dell’Amministratore Delegato Ing. Giuseppe Zampini. Dal luglio 2012 al giugno 2013 sono membro del Consiglio di Amministrazione della PROTER srl a Terni, azienda attiva nella chimica di quarta generazione. . Dal Marzo 2015 socio fondatore di GoTo10 srl in Milano, attiva nel settore educazione e formazione, in particolare sulle tematiche relative all’insegnamento del pensiero computazionale. Dal settembre 2015 a giugno 2017 Amministratore Delegato di ProTer srl in Terni, società di ricerca e sviluppo attiva nel settore della chimica di IV generazione e della chimica verde. Da luglio 2017 a Novembre 2020, Chief Operating Officer e Vice Principal della JPED Academy a Pechino, distretto di Changping. Le mie attività comprendono essere responsabile operativo, vice-preside, direttore degli Studi, e docente STEAM di una nuova High School internazionale in lingua inglese, basata sul curriculum studiorum USA per studenti di nazionalità cinese. Rientrato in Italia a inizio novembre 2020, lavoro dal dicembre dello stesso anno, fino al novembre 2022, per la Geminiani srl, azienda specializzata nel campo dei motori per applicazioni industriali e in sistemi innovativi di gestione dell’energia elettrica in qualità di Senior Advisor per la R&D. Dal gennaio 2023, insieme a Michael Lenton, gia Amministratore Delegato di Fimeccanica Australia (oggi Leonardo Australia) con cui si è lavorato per molti anni in Finmeccanica, abbiamo avviato The Advisory, International Strategic Consulting, società di consulenza internazionale, attiva in particolare in Italia e Australia. Ci occupiamo di aziende e prodotti ad alta tecnologia, fornendo consulenza strategica, gestionale e legale. Inoltre, dal 1994, sono Professore a contratto di Strategie Aziendali, presso la Scuola di Specializzazione in Ricerca Operativa e Teoria delle Decisioni, Dipartimento di Statistica, Università “La Sapienza”, Roma. Dal febbraio 2000 al Settembre 2006 sono co-ideatore, Docente e Assistant Director del MiNE, Master in the Network Economy presso l’Università Cattolica di Piacenza. Dall’anno accademico 2001-2002 fino al settembre 2014 insegno strategie di comunicazione al Politecnico di Milano, Master in Design della Comunicazione, Dipartimento di Architettura, fiancheggiando il Prof. Paolo Ciuccarelli, titolare del corso di Metaprogetto. I miei punti di forza risiedono nella capacità di comprensione di Scienza e Tecnologia e di diversi aspetti delle discipline umanistiche, in particolari arti visive, e dunque capacità di sintesi fra queste, management e strategia; nella facilità di definire e fare crescere rapporti e relazioni interpersonali; in una lunga esperienza di relazioni internazionali a scala globale; in una non comune capacità di comunicazione, divulgazione e insegnamento. Mi viene riconosciuta capacità di leadership e di motivazione di team operativi interdisciplinari e internazionali. Nel corso degli anni ho seguito un notevole numero di corsi di specializzazione e seminari; ho pubblicato un gran numero di articoli scientifici, anche a carattere divulgativo su quotidiani e riviste specializzate. Anche qualche libro: da citare il primo testo in italiano che parlava del World Wide Web e zone limitrofe: “Il Libero delle reti, edizioni ADN Kroos.. Da oltre un decennio svolgo attività di consulente sui temi della strategia e dell’innovazione tecnologica. Sono stato membro di diversi Comitati e Gruppi di lavoro governativi e presso la CEE. Ho fatto parte del Comitato Scientifico della rivista “Scienza e Dossier” e titolare della rubrica “Il Nuovo” sviluppata su temi innovativi di Scienza e Tecnologia. Sono stato titolare di rubrica fissa sulle riviste “L’Europeo”, Next”, “Ceramicanda” e “Netforum”. Collaboro saltuariamente con molte altre testate. Blogger per il Fatto Quotidiano, Infosec News e Giano News. Ho avuto diverse esperienze didattiche, in Italia e all’estero, anche a carattere continuativo; ho tenuto un elevato numero di conferenze e seminari in Italia e all’estero per enti governativi, università e aziende private. Nel Marzo del 1990 sono stato chiamato dal rettore Prof. Mel Horwitch a far parte dello Scientific Advisory Board del Theseus Institute, Business School specializzata in Strategie dei Sistemi di Informazione e delle Reti, localizzata nel parco scientifico europeo di Sophia Antipolis, nel sud della Francia. Altre info disponibili su Google. Dimenticavo: due figli, due ex-mogli e Silvana da poco mi ha detto sì. Per concludere, ce n’è abbastanza da “scassare i cabasisi” a molti…

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