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“LA STRETTA SUI COLTELLI” PROVA CHE SI È PERSO IL CONTROLLO SULLA SICUREZZA

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
18/01/2026
in EDITORIALI
“LA STRETTA SUI COLTELLI” PROVA CHE SI È PERSO IL CONTROLLO SULLA SICUREZZA
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TE LO LEGGO IO

Il nostro è il Paese delle grandi scoperte. Non mi riferisco però al frutto delle ostinate ricerche scientifiche o alle numerose invenzioni che la genialità italica ha saputo partorire. La mia è solo una sconfortata constatazione del livello di governo di una Nazione allo sbando.
Sotto i riflettori, da qualche giorno, ci sono i coltelli su cui si concentra ogni considerazione per frenarne l’utilizzo ferale.
La pochezza di chi si occupa (o si dovrebbe occupare) della sicurezza della collettività si materializza in una manciata di righe di provvedimento normativo contenente il consueto divieto. I problemi, secondo le eccellenti menti cui è affidato il nostro destino, sono “le lame” e le ridotta severità delle pene applicabili al verificarsi di condotte delittuose.
Nella mia ristretta e distratta visione della situazione ero invece convinto che le preoccupazioni dovessero riguardare i comportamenti, le tendenze, il malessere sociale che si respira a pieni polmoni, il disagio delle disorientate o mal indirizzate nuove generazioni.
Come declamerebbero aulici giuristi toscani, “importa una sega” ai ragazzi se si rischiano sei mesi o due anni di carcere in più per un gesto assassino. Non sembra che il teen-ager criminale di La Spezia sia entrato nella classe della sua vittima tenendo sotto braccio il primo volume dell’Antolisei (un classico del diritto penale, per chi ha fatto studi diversi) o l’ingombrante tomo dei Quattro Codici.
Gli studenti – che già non studiano le poche cose insegnate a scuola e che affidano a ChatGPT la soluzione dei compiti in classe e dei loro problemi quotidiani – difficilmente cambieranno condotta terrorizzati dall’inasprimento delle sanzioni detentive sventolate dai Ministeri competenti a farci stare legittimamente tranquilli.
Probabilmente (e c’è rischio che sia opinione diffusa tra chi ancora non ha smarrito il buon senso) lo Stato dovrebbe intervenire in modo differente e meno sbrigativo. Non ci si dovrebbe limitare alle poche frazioni di secondo necessarie per modificare gli anni di reclusione in chiusura d’articolo del codice penale, ma forse sarebbe opportuno dedicare maggior tempo per comprendere ed arginare i fenomeni devastanti che purtroppo finiscono sulle prime pagine dei giornali ma non trovano mai effettiva soluzione.
Chi a scuola ci è stato poco ha oggettivamente difficoltà a capire l’importanza dei processi educativi e matura la convinzione che siano i processi giudiziari a sanare le carenze di civiltà.
Occorre, e non ci si deve stancare di ripeterlo, ridisegnare l’assetto delle relazioni interpersonali, individuare i nuovi equilibri indispensabili nella società multietnica e multiculturale contemporanea, investire in professori, maestri e insegnanti di sostegno. E il sostegno non deve essere quello utile al raggiungimento della sufficienza in questa o quella materia, ma l’aiuto ad esser parte di una collettività in cui è oggettivamente difficile vivere e convivere.
La scuola è l’officina in cui vengono forgiati i cittadini di domani. L’esempio istituzionale è il faro che non fa finire sugli scogli.
In una Italia in cui i primi a litigare in modo violento e rissoso o a dar sfoggio di illiceità sono i rappresentanti delle autorità politiche e amministrative, viene da credere che i coltelli rubati dal cassetto della cucina siano in coda alla lista delle priorità, avanti solo alle forchette e forse ai micidiali pelapatate.

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E' stato Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino dal febbraio 2022 all'aprile 2026 (Authority di cui è stato Vice Presidente dall'aprile 2019 al gennaio 2022).

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