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WORLD ECONOMIC FORUM 2026: FINE DI UNA MAGIA?

Andrea Aparo von Flüe di Andrea Aparo von Flüe
13/01/2026
in RIFLESSIONI
WORLD ECONOMIC FORUM 2026: FINE DI UNA MAGIA?
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TE LO LEGGO IO

Manca poco. Ci siamo, anzi, ci risiamo. Come ogni anno, a fine gennaio, va in pista l’ormai tradizionale spettacolo magico del circo delle vanità del WEF, il World Economic Forum.

Sotto la ferrea regia e conduzione del Maestro delle Cerimonie Professore Klaus Schwab, i potenti della Terra si fanno pagare dalle rispettive aziende e istituzioni una settimana di vacanza sulle candide nevi della mistica montagna di Davos, Cantone dei Grigioni, Confederazione Elvetica, ovvero Svizzera. I 600 e passa impiegati della premiata ditta WEF hanno lavorato per 12 mesi per organizzare simposi, conferenze, tavole rotonde, incontri più o meno riservati il cui scopo dichiarato è parlare del futuro del mondo, della sua economia, delle sue tecnologie, delle sue genti.

L’obiettivo primario è promuovere e alimentare il cosiddetto Networking di alto livello, dando la possibilità a capi di Stato, Ministri, politici, amministratori delegati di multinazionali, accademici, tecnologi, innovatori, rappresentanti della società civile, giornalisti, giovani rampanti, leader vari del settore pubblico e privato di tenere discrete riunioni e private discussioni lontano dalle vigili e sensibili orecchie dei media. Interazioni informali che mettono in secondo piano le sempre bene coreografate sessioni ufficiali.

Il Forum è soprattutto occasione per mettersi in mostra, per attirare investitori e presentarsi sulla scena globale come saggi risolutori di problemi.

Una volta, quando tutto iniziò e il Forum era europeo, era un luogo per un tranquillo, serio scambio di idee. Una volta. Oggi l’atmosfera è quella della fiera campionaria.

Anche se è riuscito a farsi riconoscere organizzazione non governativa internazionale (INGO- International Nongovernmental Organization), il World Economic Forum, a differenza di organismi come le Nazioni Unite, o il Fondo Monetario Internazionale (FMI), non ha alcun potere legale per far rispettare le decisioni, sempre che vengano prese, evento raro assai.

Non importa. Non importa quanto siano elevati e raffinati dialoghi, discussioni e presentazioni. tanto non hanno impatto tangibile. L’importante è esserci, farsi vedere. Il mondo si divide fra chi, invitato al meeting di Davos se la suona e se la canta, e coloro che rimangono a casa. Ovviamente chi decide chi partecipa e chi no, sempre attento a conservare un’aurea di segretezza intorno ai criteri di scelta è sempre e unicamente l’ineffabile padrone del Circo, ovvero Klaus Schwab.

L’incontro annuale di Davos del World Economic Forum è un rituale su larga scala, evento chiave del calendario aziendale, tanto per l’intensità e pervasività della sua rete, quanto per le roboanti dichiarazioni di azione dai podi degli oratori che invocano sfide, prevedono rischi imminenti, discutono di possibili scenari – mai troppo catastrofici altrimenti ci perde il marketing e l’immagine -, contribuiscono all’articolazione di “problemi” e “soluzioni” globali, alimentando un senso di urgenza e di loro indispensabilità.
Stormi di consulenti di gestione e finanziari, esperti nell’arte di fondere creativamente i “fatti oggettivi” dei mercati con formule esoteriche, riti e immaginari del futuro, si agitano per convincere potenziali clienti ad acquistare i loro indispensabili servizi.

Ufficialmente però, tutti si prodigano per realizzare l’obiettivo del Forum, immutato dal gennaio 1971: “migliorare il mondo”. Sono 55 anni che si danno da fare per migliorare il mondo.

L’evento di Davos, come l’organizzazione WEF nel suo complesso, limitando la partecipazione solo a chi è invitato, garantendo privilegi alle società partner (sono un centinaio), lavorando secondo la regola della “Chatham House”, crea un magico “spazio sicuro” di grande attrattiva.
A titolo di informazione, la regola della Chatham House, in sintesi, recita: chiunque partecipa a un meeting può utilizzare gratuitamente le informazioni scambiate nel corso della discussione, ma non è autorizzato a rivelare chi ha detto cosa.

Nel romanzo di Thomas Mann, “La montagna magica”, l’aspirante ingegnere Hans Castorp, il personaggio principale, fa visita a suo cugino, ricoverato nel lussuoso sanatorio Berghof di Davos per sintomi di tubercolosi. Castorp – affascinato dalla vita nel Sanatorium – invece delle tre settimane previste, finisce per starci sette anni e giunge alla conclusione che solo l’amore, l’eros creatore di vita e di pensiero, non la ragione, può salvare l’uomo e la malattia è qualcosa di benefico, di salvifico perché arricchisce le persone, mentre i sani sono banali, superficiali.

In modo analogo, i partecipanti al forum annuale di Davos, subiscono l’influsso del monte, secondo Thomas Mann, “pazzo di magia” e finiscono per guardare alla realtà in modo diverso. Non c’è necessità di assumere impegni, prendere decisioni perché ad essere benefiche e salvifiche, mai causa di problemi sociali, sono le forze di mercato che arricchiscono il mondo e danno occasione di crescita ai paesi poveri.

La magia del WEF a Davos è proprio nella sua combinazione di trasparenza e opacità. La trasparenza dei “Report”, ad esempio il Global Risk Report, o il Future of Jobs Report, che utilizzano metriche dichiarate oggettive anche se non è mai del tutto chiaro quanto siano abilmente adattate. L’opacità degli incontri riservati per invitati selezionati.

Una magia che rischia di essere totalmente invalidata dalla decisione di Donald Trump di essere, per la prima volta nella storia del Forum, presente con un suo luogo fisico, che sia una palazzina, un albergo di lusso e un tendone non importa: in perfetto stile imperiale trumpiano è stato chiamato “The Sanctuary”, il Santuario.

Per la prima volt non è Schwab a decidere chi partecipa. La corposa delegazione USA l’ha decisa Trump. Sarà affiancato dal segretario al Tesoro Scott Bessent, dal segretario al Commercio Howard Lutnick, dal Trade Representative Jamieson Greer, dall’inviato di Trump per la politica estera Steve Witkoff, dal capo della Science policy della Casa Bianca Michael Kratsios e dal responsabile delle politiche medicale Mehmet Oz. Oltre a rappresenti dell’industria, della tecnologia e della finanza.
Una corposa rappresentanza che ha lo scopo di spostare l’attenzione del Forum di Davos sugli Stati Uniti e loro progetti geopolitici, in particolare Venezuela, Groenlandia, Iran, per non parlare del Messico, o di Cuba. Cosa non si fa pur di non far più parlare dell’affare Epstein, o del debito USA…

Più che WEF, World Economic Forum, si avrà a che fare con l’AEF, American Economic Forum.

Povero Schwab, che pena mi fa. Non solo si è dovuto dimettere nell’aprile 2025 da presidente del WEF a seguito delle accuse di molestie sessuali, discriminazione e cattiva condotta finanziaria e manipolazione della ricerca, pur dichiarando la sua innocenza, etichettando le imputazioni come false e avviando causa per diffamazione contro fonti anonime, ora ci si mette pure Trump.

Il suo numero di magia rischia di dovere chiudere.


Nota: l’autore ha partecipato, prima in rappresentanza dell’Avv. Agnelli, CEO Fiat S.p.A, poi come dipendente WEF, ai lavori del World Economic Forum di Davos.
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Andrea Aparo von Flüe

Andrea Aparo von Flüe

Padre italiano, madre svizzera-tedesca. Lunghi periodi all’estero fra Svizzera, Francia, Stati Uniti, Giappone. Scuole primarie svizzere e irlandesi; scuola secondaria in Francia e in Italia. Il risultato è un’ottima conoscenza del francese, inglese e del dialetto svizzero tedesco; buona del tedesco, elementare del giapponese e la capacità di muovermi da “indigeno” in contesti culturali diversi. Nel gennaio del 1978 mi hanno laureato dottore in fisica “summa cum laude” discutendo una tesi sperimentale sulla dinamica di caduta dei chicchi di grandine, sviluppata lavorando come ricercatore presso l’Ufficio Centrale di Ecologia e Meteorologia Agraria del Ministero Agricoltura e Foreste, per conto del quale ho lavorato nei periodi estivi dal 1977 al 1979 come membro del Gruppo italiano che partecipava alla ricerca internazionale Grossversuch IV (Politecnico di Zurigo, Università di Montpellier e Grenoble, Ricercatori dell’URSS). Dopo essere risultato primo su quattrocento candidati, nel 1979, sono stato assunto, con la qualifica di Ricercatore, all’Ufficio Europeo Brevetti dell’Aja (NL), da cui mi sono dimesso a causa dello scarso interesse del lavoro e dello stipendio eccessivo. Tornato in Italia, nel 1979, mentre ero docente di Meteorologia all’IT Aeronautico “Francesco de Pinedo”, sono stato chiamato dal Prof. Umberto Colombo a lavorare come consulente al CNEN, il Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare, di cui egli era Presidente. In tale veste ho curato prima studi sul contenuto energetico di centrali nucleari e convenzionali, poi sono stato responsabile di diverse “task forces” per la definizione e avvio di attività connesse alla diffusione di nuove tecnologie: coordinamento del Gruppo di lavoro per la documentazione e l’informazione, automazione delle biblioteche geograficamente diffuse del CNEN, creazione di un servizio di “business graphics” computerizzata, avvio delle iniziative di Office Automation, automazione integrata della Presidenza e Direzione Generale. Nel 1981 sono entrato negli organici dell’ENEA, (ex CNEN) come collaboratore Tecnico Professionale alla Direzione Centrale Relazioni Esterne per poi passare alla Direzione Centrale Studi e ho iniziato la mia attività di Assistente del Presidente. Dal giugno del 1982 al maggio del 1983, su invito del Massachusetts Institute of Technology, Laboratory for Computer Science, mi sono trasferito a Cambridge (USA) per lavorare come Visiting Scientist, membro dell’Office Automation Group. In tale sede ho approfondito gli aspetti del management dei processi d’innovazione tecnologica e ho avuto responsabilità di conduzione del gruppo di ricerca, non ché di Thesis Advisor. Dal luglio 1983 all’aprile 1987 ho fatto parte della Direzione Centrale INFO dell’ENEA come responsabile dei progetti di automazione di ufficio. Continuando l’attività di Assistente del Presidente, ho avuto responsabilità dei progetti di diffusione dell’innovazione tecnologica nelle piccole e medie imprese, analizzando una serie di potenziali “start up”. Nel 1984 ho curato la pubblicazione di uno studio sui mestieri e le professioni degli anni ’90, mettendo a frutto le conoscenze, acquisite nel corso degli anni, di economia, management e di diverse nuove tecnologie: informatica e telematica, nuove energie, nuovi materiali, biotecnologie, innovazioni di processo (laser, robotica, FMS, CAD-CAM, ecc.) per citare le principali. Con la fine del 1985 ho ideato, gestito e completato il progetto di automazione integrata degli uffici della Presidenza e della Direzione generale dell’ENEA, che ha visto la radicale trasformazione delle modalità di lavoro di tutto il personale segretariale, tecnico e dirigenziale dei suddetti uffici. Nel corso del 1986, su invito del governo giapponese (MITI-JETRO), ho passato un mese di studio in Giappone visitando numerose imprese giapponesi e avendo intensi confronti di idee con esponenti governativi e della cultura nipponica. A partire da quella data mi sono occupato in modo continuativo del Giappone, intessendo una fitta rete di conoscenze personali e professionali con esponenti nipponici del mondo del Business e di quello accademico. A fine 1986, ho voluto sviluppare un’esperienza di lavoro nell’industria privata. Sono entrato alla Fiat S.p.A. a Torino dove ho lavorato dal 1986 al 1988 nella Direzione Studi Economici e Analisi Strategiche per passare nel 1989 alle dirette dipendenze del Direttore dell’Ente Sviluppo, Coordinamento e Controllo, in qualità di Vice-Direttore responsabile dei Progetti Speciali (Business Development). Dal febbraio 1990 sono stato in forza alla Fiat Auto. Fino al giugno 1991 ho avuto la responsabilità dei rapporti con le istituzioni internazionali nell’ambito della Direzione Centrale Sviluppo, Coordinamento e Controllo. I miei compiti comprendevano la manutenzione e implementazione di una rete di contatti internazionali finalizzata al monitoraggio degli sviluppi tecnologici e delle strategie dei partners e dei competitori. Partecipavo e/o definivo progetti speciali su temi inerenti il management dei processi di innovazione e di cambiamento, nonché di team dedicati a progetti di M&A. Dal giugno 1991 al marzo 1993 nella Direzione Ambiente e Politiche Industriali, responsabile del coordinamento del piano Qualità Totale, rispondendo direttamente all’amministratore delegato. Dopo essere stato responsabile delle attività di Relazioni Internazionali nell’ambito della Direzione Ambiente e Politiche industriali, a partire dal 1995 sono responsabile degli Scenari Ambientali. Ho ideato e gestito per conto della Fiat Auto Spa i progetti speciali inerenti all’introduzione e uso delle tecnologie della realtà Virtuale e di Internet. Nel 1995 ho coordinato la presentazione (prima mondiale) di due nuovi modelli di vetture (Bravo e Brava) sul World Wide Web in contemporanea con il lancio nel mondo “reale”, continuando a seguire lo sviluppo e le strategie di presenza dei marchi Fiat Auto (Alfa Romeo, Lancia e Fiat) sul World Wide Web (www.alfaromeo.com; www.lancia.com; www.fiat.com); ho poi contribuito ad avviare le attività di uso delle tecnologie della Rete nelle Direzioni Progettazione, Acquisti, Commerciale, Amministrazione e Controllo. Ho sviluppato una conoscenza approfondita su tecnologie, strategie e modalità di comunicazione avvalendosi di sistemi multimediali, ideando e partecipando, nel 1994, alla costituzione, avvio e gestione della com.e srl di Roma, Multimedia Agency, leader nel suo settore di attività (www.com-e.com) che comprende il Web Content, Strategie per Alta Direzione, Formazione e Addestramento. Dal giugno 1998, dopo avere lasciato il gruppo FIAT, responsabile del progetto Trustees21 presso il World Economic Forum, a Ginevra, Svizzera. Nell’aprile 1999 ho accettato l’offerta del Sindaco della Città di Barletta, Dott. Francesco Salerno, di rivestire il ruolo di Direttore Generale/City Manager della Città di Barletta, nonché dirigente responsabile del personale e del settore informatica e telecomunicazioni del Comune. Ho gestito un’organizzazione di 450 persone, di cui 12 dirigenti in reporting diretto. A fine dicembre 1999, la modifica sostanziale della composizione della giunta della Città ha causato la conclusione del mio mandato, così da evitare le dimissioni del Sindaco. Dal febbraio 2000 a luglio 2001, ho operato in qualità di Assistente del Prof. Ferrante Pierantoni, Componente dell’Autorità per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione della Presidenza del Consiglio della Repubblica Italiana. A partire dall’ottobre del 2001 svolgo attività di consulenza strategica per l’alta direzione, con particolare attenzione alle tematiche della sicurezza informatica e fisica. Sono stato Amministratore Delegato della società di consulenza Alef Consulting srl , da me fondata nel 1997, con cui ho svolto fino al dicembre 2013 attività di consulenza e formazione. Fino a luglio 2001 sono stato Senior Consultant e membro del consiglio di amministrazione della com.e srl, società attiva nel mondo di Internet, da me fondata con due soci nel 1994. Nel gennaio 2000 ho contribuito alla partenza della società If, Interface Factory srl, esperta d’interfacce avanzate di Rete, di cui sono presidente. Dal gennaio 2001 al mese di ottobre 2002 sono stato Responsabile delle Strategie della Multimoda Network spa, gruppo industriale del settore Moda, a MIlano. Dal novembre 2002 al Gennaio 2003 sono Chief Scientific Advisor per il Gruppo Finmeccanica spa, a Roma. A partire dal Gennaio 2003 sono entrato in organico come Group Scientific Advisor e V.P. responsabile della Technology Intelligence di Gruppo. In tale veste mi sono occupato di progetti speciali, coordinamento di attività fra aziende del Gruppo, facilitato il completamento di progetti di sviluppo prodotto, ideato e partecipato alla gestione del Premio Innovazione di Gruppo, avviato e gestito contenzioso legale, e sua soluzione positiva per Finmeccanica, con maggiore fabbricante automobilistico USA. Ho co-ideato e portato al successo il cosiddetto Project Zero della Agusta Westland, il primo velivolo a decollo verticale realmente innovativo dalla definizione dell’elicottero (vedere su Google Project zero AW). Assisto e interagisco con esponenti del mondo dell’arte per individuare soluzioni tecnologiche per la realizzazione di artefatti e opere. Ad esempio, componendo un gruppo di esperti provenienti dalle aziende del Gruppo Finmeccanica, abbiamo consentito al Maestro Maurizio Mochetti a realizzare la sua opera, installazione fissa al MAXXI di Roma, partecipando alla definizione delle soluzioni tecnologiche necessarie. A partire da Febbraio 2012 fino al dicembre 2014 sono in organico ad Ansaldo Energia spa, a Genova, come Senior Advisor R&D dell’Amministratore Delegato Ing. Giuseppe Zampini. Dal luglio 2012 al giugno 2013 sono membro del Consiglio di Amministrazione della PROTER srl a Terni, azienda attiva nella chimica di quarta generazione. . Dal Marzo 2015 socio fondatore di GoTo10 srl in Milano, attiva nel settore educazione e formazione, in particolare sulle tematiche relative all’insegnamento del pensiero computazionale. Dal settembre 2015 a giugno 2017 Amministratore Delegato di ProTer srl in Terni, società di ricerca e sviluppo attiva nel settore della chimica di IV generazione e della chimica verde. Da luglio 2017 a Novembre 2020, Chief Operating Officer e Vice Principal della JPED Academy a Pechino, distretto di Changping. Le mie attività comprendono essere responsabile operativo, vice-preside, direttore degli Studi, e docente STEAM di una nuova High School internazionale in lingua inglese, basata sul curriculum studiorum USA per studenti di nazionalità cinese. Rientrato in Italia a inizio novembre 2020, lavoro dal dicembre dello stesso anno, fino al novembre 2022, per la Geminiani srl, azienda specializzata nel campo dei motori per applicazioni industriali e in sistemi innovativi di gestione dell’energia elettrica in qualità di Senior Advisor per la R&D. Dal gennaio 2023, insieme a Michael Lenton, gia Amministratore Delegato di Fimeccanica Australia (oggi Leonardo Australia) con cui si è lavorato per molti anni in Finmeccanica, abbiamo avviato The Advisory, International Strategic Consulting, società di consulenza internazionale, attiva in particolare in Italia e Australia. Ci occupiamo di aziende e prodotti ad alta tecnologia, fornendo consulenza strategica, gestionale e legale. Inoltre, dal 1994, sono Professore a contratto di Strategie Aziendali, presso la Scuola di Specializzazione in Ricerca Operativa e Teoria delle Decisioni, Dipartimento di Statistica, Università “La Sapienza”, Roma. Dal febbraio 2000 al Settembre 2006 sono co-ideatore, Docente e Assistant Director del MiNE, Master in the Network Economy presso l’Università Cattolica di Piacenza. Dall’anno accademico 2001-2002 fino al settembre 2014 insegno strategie di comunicazione al Politecnico di Milano, Master in Design della Comunicazione, Dipartimento di Architettura, fiancheggiando il Prof. Paolo Ciuccarelli, titolare del corso di Metaprogetto. I miei punti di forza risiedono nella capacità di comprensione di Scienza e Tecnologia e di diversi aspetti delle discipline umanistiche, in particolari arti visive, e dunque capacità di sintesi fra queste, management e strategia; nella facilità di definire e fare crescere rapporti e relazioni interpersonali; in una lunga esperienza di relazioni internazionali a scala globale; in una non comune capacità di comunicazione, divulgazione e insegnamento. Mi viene riconosciuta capacità di leadership e di motivazione di team operativi interdisciplinari e internazionali. Nel corso degli anni ho seguito un notevole numero di corsi di specializzazione e seminari; ho pubblicato un gran numero di articoli scientifici, anche a carattere divulgativo su quotidiani e riviste specializzate. Anche qualche libro: da citare il primo testo in italiano che parlava del World Wide Web e zone limitrofe: “Il Libero delle reti, edizioni ADN Kroos.. Da oltre un decennio svolgo attività di consulente sui temi della strategia e dell’innovazione tecnologica. Sono stato membro di diversi Comitati e Gruppi di lavoro governativi e presso la CEE. Ho fatto parte del Comitato Scientifico della rivista “Scienza e Dossier” e titolare della rubrica “Il Nuovo” sviluppata su temi innovativi di Scienza e Tecnologia. Sono stato titolare di rubrica fissa sulle riviste “L’Europeo”, Next”, “Ceramicanda” e “Netforum”. Collaboro saltuariamente con molte altre testate. Blogger per il Fatto Quotidiano, Infosec News e Giano News. Ho avuto diverse esperienze didattiche, in Italia e all’estero, anche a carattere continuativo; ho tenuto un elevato numero di conferenze e seminari in Italia e all’estero per enti governativi, università e aziende private. Nel Marzo del 1990 sono stato chiamato dal rettore Prof. Mel Horwitch a far parte dello Scientific Advisory Board del Theseus Institute, Business School specializzata in Strategie dei Sistemi di Informazione e delle Reti, localizzata nel parco scientifico europeo di Sophia Antipolis, nel sud della Francia. Altre info disponibili su Google. Dimenticavo: due figli, due ex-mogli e Silvana da poco mi ha detto sì. Per concludere, ce n’è abbastanza da “scassare i cabasisi” a molti…

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