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Home LA STORIA CHE DIMENTICA

LA RECENSIONE DI UN LIBRO DI ALDO CAZZULLO “FRANCESCO”, “IL PRIMO ITALIANO”, EDIZIONI HARPERCOLLINS

Giuseppe Bodi di Giuseppe Bodi
09/01/2026
in LA STORIA CHE DIMENTICA
LA RECENSIONE DI UN LIBRO DI ALDO CAZZULLO “FRANCESCO”, “IL PRIMO ITALIANO”, EDIZIONI HARPERCOLLINS
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Il libro del famoso giornalista e conduttore di programmi culturali, Aldo Cazzullo, è uscito alla vigilia degli ottocento anni dalla morte del Santo di Assisi. Francesco nacque nel 1181 o 1182 in Assisi e vi morì il 3 ottobre 1226. Fu un lungo periodo di sofferenze che il frate ebbe a patire prima della morte e che anticipò nei versi del celeberrimo “Cantico delle creature”, che si arricchì nel tempo di varie strofe. L’ultima fu: “Laudato si’ mi Signore, per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente può scappare: guai a quelli che morranno ne le peccata mortali”. Francesco venne proclamato Santo il 16 luglio 1228 da Papa Gregorio IX, al secolo Ugolino di Anagni o Ugolino dei Conti di Segni che sedette sul soglio di Pietro dal 1227 al 1241. Negli anni, Il Cardinale Ugolino fu sempre vicino al Santo offrendogli consigli e protezione presso la Curia di Roma. Curiosamente spesso lo ricordiamo come Francesco d’Assisi, più che San Francesco, come per gli altri Santi.
Il libro ci cattura per la semplicità e profondità espositiva; non è un ossimoro.
Il grande amore di San Francesco fu la povertà; nato in una famiglia di un ricco mercante, dopo una giovinezza gaudente, si spogliò di tutto per vivere la povertà secondo il Vangelo, come forma di libertà e gioia. Non avendo nulla non poteva perdere nulla. I comportamenti da lui imposti erano molto rigidi ma le sue capacità di predicazione erano tali che le fila dei suoi seguaci si arricchirono in poco tempo. Non fu un moderato ma considerato un rivoluzionario nel senso religioso, pervaso da un trasporto verso gli altri che si esprimeva in un dinamismo eccezionale. Girò l’Italia ma si recò anche in Terra Santa ed Egitto. Parlava di amore, non incuteva le paure tipiche del Medio Evo, esaltava le meraviglie della vita e della natura, ispirava fiducia e amore per la sua genuinità e fascino. Iniziò come laico a predicare di vivere secondo il Vangelo; la Regola ed il diritto di tonsura vennero approvate dal Papa Innocenzo III solo più tardi. La “Regola” subì varie modifiche per adattarla a princìpi, anche giuridici, e stemperare alcuni eccessi comportamentali. Sin dall’inizio fu molto attento a non entrare in contrasto con la Chiesa; si dimostrò sempre sottomesso verso la sua autorità e le gerarchie ecclesiastiche. Inizialmente non voleva fondare un ordine ma costituire una comunità di “fratelli”, da cui la parola “frate”. Non era nel suo proposito creare gerarchie, che poi si rilevarono necessarie. Francesco fu l’artefice del primo Presepe vivente a Greccio, in provincia di Rieti, dove vi è uno dei tanti monasteri francescani.
A lui si avvicinò la giovane aristocratica Chiara, che poi fondò l’ordine delle Clarisse. Fu uno scandalo poiché, per il suo rango, si sarebbe dovuta affidare ad un ordine prestigioso.
Sulle mani e sui piedi di Francesco comparvero le stimmate di Gesù, come a un altro francescano, San Pio da Pietrelcina.
La sua prima biografia fu scritta da un altro frate, Tommaso da Celano. Incerte le date di nascita e morte ma fu per anni vicino a Francesco. Successivamente Bonaventura da Bagnoregio (1221-1274) fece distruggere le varie biografie e ne redasse una ufficiale. Quella di Tommaso da Celano venne ritrovata alla fine del settecento.
L’autore ci ricorda il Santo di Assisi a tutto tondo, anche nella cinematografia e nella televisione. Nell’opera si è avvalso di numerose fonti, contemporanee e non, offrendoci approfondite delucidazioni in ogni campo. Un libro non riservato ai soli credenti ma ad ogni italiano per conoscere la propria storia, intesa come fonte di conoscenza del nostro passato del quale ne siamo il prodotto. Francesco è stato l’italiano che ha avuto la maggiore influenza su di noi, credenti e non. Il Santo d’Assisi, nelle parole dell’autore, è stato: “dolce e ribelle, mite e rivoluzionario, umile e meraviglioso”.
I Francescani, oltre ad aver dato alla Chiesa molti Santi, hanno generato tre ordini: i Francescani, le Clarisse ed i Terziari, ovvero laici e sacerdoti che vogliono vivere nell’insegnamento del Santo di Assisi. Scorrendo i loro nomi si rimane sbalorditi.
Il lettore vorrà perdonarmi se dedico questa recensione a un frate francescano, Padre Cristoforo Amanzi. Al secolo Ercole, con lui ho fatto il corso AUC e l’ufficiale al Reggimento. A quarant’anni circa prese i voti e ha lasciato il mondo terreno nel dicembre 2021. Un vero francescano che ci salutava sempre con le parole “pace e bene”.

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Giuseppe Bodi

Giuseppe Bodi

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