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METTETE DEI FIORI NEI VOSTRI CANNONI (PRIMA DI FUMARLI)

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
31/12/2025
in EDITORIALI
METTETE DEI FIORI NEI VOSTRI CANNONI (PRIMA DI FUMARLI)
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TE LO LEGGO IO

Ci hanno abituato a scrivere letterine a Babbo Natale e a Gesù Bambino, così da indurci a domandare qualcosa per vedere soddisfatti i desideri personali.
Lo si faceva persino nelle aule delle scuole elementari dove non si esitava a far ricorso a fogli di carta impreziositi dalla porporina che arricchiva l’atmosfera.
Forse abbiamo cominciato allora ad esser egoisti, a domandare qualcosa che fosse tutto e solo per noi, quasi il resto del mondo non esistesse e non ci fosse traccia alcuna di bisogni diversi dalle nostre bramosie, spesso legittime ma qualche volta non proprio prioritarie.
Dicembre è il mese delle istanze e delle attese, dei buoni propositi e degli amari consuntivi.
Le entusiasmanti intenzioni le lasciamo a chi di mestiere si prende beffa della povera gente, non rispettando nemmeno chi gli ha tributato fiducia entrando nella cabina dei seggi elettorali, non considerando neppure chi si spella le mani ai comizi confidando in una elemosina o in un irresistibile sorriso.
Limitiamoci a metter mano al pallottoliere e a far due conti per conoscere il numero dei morti che abbiamo avuto in Ucraina, Palestina, Sud Sudan e tante altre regioni lontane dai riflettori.
Non c’è bisogno di prendere appunti, di cercare la precisione. Ci basta un calcolo approssimativo, poco importa se si sbaglia di diecimila cadaveri in più o in meno.
Siccome la vita non vale nulla e in certi casi vale ancora meno, prendiamo bloc notes e penna per stimare i costi per sapere quanto abbiamo speso per distruggere e immaginare quanto servirà per ricostruire…
Sento politici che disconoscono il latino (e fosse solo quella la loro lacuna) pronunciare il tremebondo “si vis pacem, para bellum” e comprendo quale sia l’energica spinta dell’industria della morte che soffia nelle vele del riarmo.
Ascolto discorsi che evocano le centomila gavette di ghiaccio raccontate da Bedeschi ed i milioni di baionette urlati da un uomo che trebbiava il grano a torso nudo, leggo i bilanci e i grandi profitti di chi produce armamenti, vedo le rubiconde prospettive economiche e finanziarie di chi è pronto a riedificare città inutilmente rase al suolo…
Voglio quindi indirizzare due righe a chi ha in mano il destino di una collettività tremante per la paura che la guerra bussi alle nostre case. Chi si aspetta raccomandazioni e preghiere rimarrà deluso.
Voglio piuttosto che ci si chieda su quali basi si pensa di irrobustire l’Italia dilapidando le risorse di un Paese stremato in un acquisto compulsivo di bombe, carrarmati e cose simili. Si domandi a chi ha vent’anni se arde dal desiderio di immolarsi per la Patria la cui bandiera ha sventolato forse in occasione di qualche partita di calcio della Nazionale.
Pur “ibrida”, la guerra la si fa ancora con i “soldati”, razza che ha nel sangue l’irrefrenabile voglia di tener stretta la baionetta tra i denti, di soffrire per gelo e fame, di rotolarsi nel fango e nella paura, di immaginare comitive di studenti in gita che visitano sacrari monumentali che riportano la bugia a caratteri cubitali del “PRESENTE”.
Se davvero chi ha il suo nome a Redipuglia e le sue ossa chissà dove fosse presente, sarebbe qui a dirci di non ripetere gli errori che hanno straziato famiglie, sperperato denaro e creato vuoti incolmabili.
Appartengo ad una generazione che di battaglie ha solo sentito parlare. Vorrei che figli e nipoti potessero avere la stessa fortuna.
Il titolo di questo editoriale è volutamente provocatorio.
Quel “mettete dei fiori nei vostri cannoni” – espressione tipica degli anni sessanta e ritornello di un vecchio brano musicale – immagina che, scomparsi obici ed altri pezzi di artiglieria, la parola “cannoni” sia identificativa di particolari succedanei delle sigarette che invece di marijuana o altre droghe abbiano al loro interno innocue componenti floreali.
“Rollate” nelle cartine, le corolle della camomilla magari funzionano anche senza esser lasciate in infuso come tradizione vuole. Rilassarsi potrebbe chetare istinti ferali e regalarci un 2026 di pace e serenità.

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E' stato Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino dal febbraio 2022 all'aprile 2026 (Authority di cui è stato Vice Presidente dall'aprile 2019 al gennaio 2022).

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