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IL REGALO DI NATALE DELLA KALLAS A JAQUES BAUD

Luca Anedda di Luca Anedda
23/12/2025
in SCENARI
IL REGALO DI NATALE DELLA KALLAS A JAQUES BAUD
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TE LO LEGGO IO

Jaques Baud è un colonnello dell’esercito svizzero, in pensione da qualche anno. Nella sua carriera militare si è occupato molto di “Intelligence” essendo stato membro dei Servizi Strategici svizzeri. La sua brillante carriera lo ha visto assegnato alle Nazioni Unite come esperto di mine antiuomo e ha partecipato a vari progetti, tra cui uno come Capo della sicurezza nello Zaire, per protezione dei campi rifugiati della popolazione del Rwanda, per prevenirne la pulizia etnica. Ha avuto anche altri incarichi presso le Nazioni Unite ed è stato assegnato come esperto a New York al:” Department of Peacekeeping Operations “.

Autore di numerosi libri è stato negli ultimi tempi molto presente nelle televisioni Svizzere come esperto e analista della questione ucraina. Intervistato molto di frequente anche da blog molto seguiti, che si occupano di questioni militari e di geopolitica.

Diciamo subito che le posizioni di Baud non sono dissimili da quelle del Prof. Jeffrey Sachs o del Prof. Mearsheimer oppure di Sott Ritter, del Colonnello Douglas Macgregor e tanti altri che a livello internazionale raccontano gli accadimenti in Ucraina. In Italia vi sono altrettanti osservatori qualificati che hanno una visione molto simile a quella di questi commentatori e analisti: sono Generali di Corpo D’Armata dell’esercito italiano, analisti, esperti di geopolitica e riviste specializzate.

Ma dunque cosa esattamente è successo al Colonnello Baud.

Il giorno 15 dicembre l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, la estone Kaja Kallas, ha firmato un provvedimento che censura il Colonnello Baud. In realtà i colpiti da questo provvedimento sono 15, numero questo che porta il totale dei sanzionati a 59, da quando questi provvedimenti sono stati presi dopo lo scoppio della guerra in Ucraina.

Questa la motivazione:

“Jacques Baud, ex colonnello dell’esercito svizzero e analista strategico, è ospite fisso di programmi televisivi e radiofonici filorussi. Si fa portavoce della propaganda filorussa e diffonde teorie del complotto, accusando ad esempio l’Ucraina di aver orchestrato la propria invasione per aderire alla NATO.
Pertanto, Jacques Baud è responsabile, attua o sostiene azioni o politiche attribuibili al governo della Federazione Russa che
minano o minacciano la stabilità o la sicurezza di un paese terzo (l’Ucraina) utilizzando la manipolazione e l’interferenza delle informazioni.”

Quali sono le conseguenze di questa “condanna”?

Di fatto con questa sentenza, senza appello, Jaques Baud viene dichiarato “fuori legge”:

  • I suoi Conti Correnti sono bloccati
  • Non potrà più spostarsi in Europa (ma molte compagnie aeree, ad esempio, rifiutano l’imbarco se sei nella black list, anche al di fuori della UE)
  • Di fatto non puoi più lavorare perché qualunque interazione con il soggetto “condannato” può causare sanzioni
  • È praticamente impossibile appellarsi a questa decisione e non viene stabilita una scadenza temporale di questa condanna

Le motivazioni che si leggono nel provvedimento, francamente, non reggerebbero in nessun tribunale democratico del mondo. Andando nello specifico dell’accusa, circa la questione che l’Ucraina avesse orchestrato o facilitato la guerra per poter entrare nella Nato, Baud si era limitato a riportare notizie apprese da fonti ucraine.
Michael von der Schulenburg, europarlamentare tedesco ha recentemente fatto alcune considerazioni nel merito, in una intervista condotta da Pascal Lottaz.

I parlamentari europei sanno poco o nulla di questi provvedimenti, che vengono presi da un comitato ristretto, di cui si ignora chi vi abbia preso parte e di cui non vi è nessun resoconto stenografico.

La separazione dei poteri che è il pilastro della democrazia, in questo caso viene completamente violentata: chi ha il potere esecutivo si arroga anche il potere giudiziario.

Ogni Stato ha le sue leggi in materia: perché la Commissione Europea si arroga un tale potere contravvenendo alle normali regole democratiche?

Qui assistiamo ad una condanna a vita senza appello. In un tribunale una volta accertate le tue responsabilità e ricevuta una condanna hai una scadenza temporale della pena da scontare. Qui no. Sei nel limbo in attesa di una eventuale revisione della tua posizione che forse non arriverà mai: come per i condannati nel braccio della morte.

Von Der Schulenburg conclude dicendo che in questo caso, ma non solo quello di Baud, ci troviamo ad una regressione al Medioevo (il Prof. Barbero non gliene voglia) dove il signorotto aveva il diritto di vita e di morte sull’individuo, in maniera definitiva ed inappellabile. Il parlamentare tedesco ricorda come nel Parlamento europeo durante le sedute vengano proiettate frasi ad effetto quali “libertà di pensiero”: alla luce di questi accadimenti sembrano quanto mai slogan vuoti e privi di senso.

Facendo una rapida ricerca su quante testate nazionali abbiano riportato questa notizia il risultato è stato sconfortante: solo una.

Anche in Europa è stata messa la sordina a questo provvedimento.

La stessa emittente svizzera che ha ospitato più volte il Colonnello Baud non ha fatto nessun comunicato né ha citato la notizia.

Insomma, se la motivazione dietro questo provvedimento è quella di scoraggiare e/o intimidire chi si scosta dalla narrativa” main stream” sulla guerra in Ucraina, sembra che il risultato sia stato raggiunto.

Questo apre il difficile capitolo che ovviamente non possiamo trattare qui per motivi di spazio, su cosa sia la censura, sulle fake news, sul “ministero della verità” di Orwelliana memoria e sulla censura ai dibattiti, dove persone di opinioni diverse dovrebbero potersi civilmente confrontarsi su temi vitali. Fare la guerra è una cosa seria. Dichiarare guerra ad una nazione che ha l’arsenale nucleare più numeroso al mondo non è uno scherzo. Parlare sempre e solo di guerra come evento ineluttabile e non più evitabile necessita anche un altrettanto tempo per parlare di come mantenere la Pace. Pace come bene supremo e non il contrario.

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Luca Anedda

Luca Anedda

Luca Anedda è nato a Cagliari il 24 Dicembre 1958. Ha conseguito la Maturità Scientifica presso la Scuola Militare Nunziatella negli anni 1973-1977. Entrato in Accademia Aeronautica con il Corso Turbine 3, ha conseguito il brevetto di pilota militare negli Stati Uniti (Columbus A.F.B. Mississippi), al termine del quale è inviato a frequentare il corso di “Fighter Lead in Training” presso la Base Aerea di Holloman in New Mexico (U.S.A.). Successivamente viene assegnato al 5to Stormo di Rimini dove consegue la “Combat Readiness” su velivolo F104 come pilota Caccia intercettore. Dopo aver frequentato la Scuola di Guerra Aerea di Firenze con il grado di Capitano, viene promosso Maggiore ed inviato come Istruttore presso la scuola di volo NATO di Sheppard A.F.B. negli Stati Uniti, dove ricopre vari incarichi di rilievo. Rientrato in Italia con il grado di Tenente Colonnello, nel 1994 ricopre prima il ruolo di Capo Ufficio Operazioni del 5to Stormo di Rimini, e successivamente quello di Comandante del 23mo Gruppo Caccia Intercettori. Nel 1996 entra in Alitalia e diventa Comandante su Velivolo MD80. In Alitalia ricopre anche il ruolo di Quality safety Auditor e svolge numerose audit presso Compagnie come Air China, Kenia Airways. Laureato in Scienze Aeronautiche, è diventato consulente presso G.E.D.A. società di aviazione e consulenza nel settore sia di ala fissa che rotante. Attualmente risiede in Inghilterra ed è Comandante esaminatore di volo presso Stobart air. Ha al suo attivo oltre 16.000 ore di volo di cui 3.000 su velivoli militari. Sposato con Tiziana, ha tre figli: Gabriella, Alessio e Isabella.

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