Le Istituzioni non si meritano quel che sta succedendo. Sono figure astratte, è vero, ma non le si può abbinare ad altre figure, diciamo… di cacca, che squarciano la credibilità su cui i cittadini pensavano di poter contare.
La storia di una Autorità, che – chiamata a tutelare un diritto – è la prima a violarlo con prepotenza, è il peggior referto che possa qualificare lo stato di salute di un Paese e della sua democrazia.
Fortunatamente l’Italia è fatta anche di persone perbene, di gente che antepone l’interesse collettivo e la missione che gli è stata affidata al tornaconto personale, di individui che ancora conoscono il valore inestimabile della dignità. La dignità, quella dell’aver rispetto di se stessi e degli altri, quella dell’esser degni.
Per esperienza diretta ho smesso da tempo di stupirmi. Ho imparato che negare l’evidenza è regola cardine, che meno si vale e più si pretende, che l’arroganza fa rima con ignoranza e ci convive armoniosamente.
Potrei continuare la mia giaculatoria di quelli che non sono luoghi comuni ma pensieri che non si riescono a scacciare come se fossero banali mosche fastidiose. Gli insetti in questione sono quelli che accompagnano la putrefazione della cadaverica realtà che ci circonda, le cui larve trovano nel disfacimento dei principi, della liceità e della correttezza il loro habitat.
Il comandante in capo delle truppe al servizio di un Garante, tale è il ruolo del Segretario Generale, avrebbe (e, viste le carte in giro, ha) ordinato di far fuoco sui commilitoni. Raffiche che avrebbero dovuto essere impercettibili all’occhio e all’orecchio, fucilate digitali di moderne Fosse Ardeatine per scovare e punire ribelli e traditori.
Il dirigente in testa al plotone di esecuzione si è rifiutato di eseguire la disposizione ricevuta, spiegandone l’illegittimità e cercando di far comprendere l’impraticabilità di quanto richiesto.
L’episodio impone una immediata azione socio-musicale. Bisogna far sapere a Vasco Rossi che il “chi dice no” c’è davvero e si chiama Cosimo Comella.
La corrispondenza pubblicata da Il Fatto Quotidiano è il peggior fotogramma di un film cui l’Italia – come Fantozzi con la “Corazzata Potemkin” – non può esimersi dall’assistere.
Il direttore dei sistemi informativi del Garante si vede costretto a rappresentare l’illegittimità delle operazioni richieste, segnalando che l’acquisizione della corrispondenza dei dipendenti in assenza di un provvedimento dell’Autorità giudiziaria è comportamento illecito come parecchi provvedimenti del loro Ufficio (alcuni elencati ad abundatiam) aveva rimarcato e sanzionato negli anni.
Senza scomodare Checco Zalone e il suo “ma è del mestiere, questo?”, si è portati a pensare che nel Segretario Generale le competenze tecniche prevalgano su quelle giuridiche, ma purtroppo anche le cognizioni informatiche su cui poggia il suo ordine vengono smentite dal forse troppo severo Comella.
La pretesa è di procedere alla copia di tutte le email e della storicizzazione di tutte le operazioni svolte al computer da chi lavora all’Authority. Si aspetti a rimanere sbigottiti. Il bello deve ancora venire. Chi è al comando chiede che il materiale venga memorizzato “su uno (o più) DVD”…
Vorrei sapere chi è quel bastardo che ha tenuto segreta l’informazione che un DVD non può contenere più di 4,7 Gb e certo non può ospitare una mole di dati presumibilmente un pochino superiore come venticinque anni di messaggi e allegati in posta elettronica di un organismo pubblico. Ho addirittura il sospetto che qualcuno abbia suggerito che se “uno” non fosse stato sufficiente se ne poteva acquistare qualcun altro per completare il lavoro…
L’impietoso Comella – senza dubbio adirato con chi aveva suggerito la soluzione dei DVD al Segretario Generale – si è così cimentato in un esercizio aritmetico con cui spiega che il “campo di battaglia” è un “sistema informativo che comprende più di 100 TB (TeraByte), ovvero 100.000 GB (GigaByte) di dati, richiederebbe circa 20.000 supporti ottici DVD-R ( da acquisire tramite apposita fornitura), per la cui scrittura sarebbero necessarie, ipotizzando l’uso di masterizzatori DVD con velocità l0X, circa 4.000 ore di lavoro, corrispondenti a circa un anno e mezzo di tempo di un tecnico dedicato, tempo che va poi raddoppiato per tenere conto dell’esigenza di trasferire quei dati su una piattaforma in grado di consentirne una qualche sensata elaborazione”.
Il Garante ha reso noto che il Segretario Generale ha dato le dimissioni. E in un comunicato stampa lo ringrazia per il lavoro svolto senza far cenno al lavoro che stava per fare.

Adesso la caccia al colpevole non può limitarsi al delatore che ha passato informazioni e carte a Report e a chissà quanti altri. Deve estendersi all’insigne giurista che ha consigliato l’operazione di copia e allo stratega hi-tech che ne ha suggerito le modalità di esecuzione, due campioni meritevoli di un incarico di prestigio nella prossima tornata di nomine…
Non ci si preoccupi per le nuove generazioni. Ci si ferma prima.
articolo apparso anche sul quotidiano “Domani” (accesso riservato agli abbonati)
con il titolo “Se il Garante vuole violare la privacy: la dignità salvata da un dirigente”
https://www.editorialedomani.it/idee/commenti/garante-privacy-fanizza-dimissioni-segretario-generale-mail-dvd-h4k9sor1












