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L’ARENA, QUELLA DELLA DISPERAZIONE, NON E’ SOLO A VERONA

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
15/10/2025
in EDITORIALI
L’ARENA, QUELLA DELLA DISPERAZIONE, NON E’ SOLO A VERONA
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TE LO LEGGO IO

Tre carabinieri uccisi e decine di feriti sono l’ultimo tributo di sangue dell’italico Circo Massimo, dove le belve feroci non sono chiuse in gabbia e – anzi – sono istigate a ferire e uccidere nella malcelata certezza che qualcosa combineranno.

Non parliamo di tigri o leoni perché lo spettacolo – qualunque ne sia o voglia essere la chiave di lettura – appartiene ad un palinsesto che da tempo “spoilera” quel che sta per succedere.

Il massacro di ieri, nella campagna a pochi chilometri dalla città che ha visto nascere Catullo e Cangrande Della Scala, offre tanti spunti di riflessione. Oltre al dolore per la morte di umili e coraggiosi servitori dello Stato e alla compassione per i loro famigliari, sono tanti gli stimoli che è impossibile tenere a freno.

Ci si chiede, anzitutto, se proprio doveva andare a finire così e qui si punta il dito su chi ha disposto l’operazione di sgombero e su chi l’ha organizzata, ruoli rivestiti entrambi da gente che conosceva perfettamente i rischi e poco (o almeno non abbastanza) ha fatto per evitare bare avvolte nel tricolore e inutili medaglie al valore.

Sono nato ad Acqui Terme e avevo sedici anni quando un ufficiale dei Carabinieri portò i suoi a sfidare la morte presentandosi con una Fiat 127 in una casa colonica segnalata da un parroco della zona come straboccante di indizi che suggerivano approfondimenti investigativi e soprattutto la massima cautela. La storia della Cascina Spiotta si è ripetuta. Nel 1975 morì l’appuntato D’Alfonso (cui venne tributata solo la medaglia d’argento perché misero graduato di truppa) e rimasero feriti il maresciallo Cattafi e il tenente Rocca, quest’ultimo artefice della colpevolmente sfortunata missione che gli costò un braccio e un occhio…

Cinquant’anni dopo nessuno ricorda che in quell’occasione i “villeggianti” erano componenti delle Brigate Rosse protagonisti del rapimento di Vittorio Vallarino Gancia. Venne uccisa Mara Cagol, la donna di Renato Curcio, e quella vicenda rimane una controversa pagina della lotta al terrorismo dell’epoca.

Non c’era bisogno del prevosto per sapere che la famiglia Ramponi non si sarebbe arresa e che le loro dannate bombole stavolta potevano esser fatte esplodere davvero. L’azione criminale non aveva bisogno di vaticini ed episodi recenti ne avevano avvalorato l’altissima probabilità di accadimento.

Chi ha deciso di agire sapeva perfettamente ogni dettaglio di quelle persone che si barricavano in casa durante il giorno e la notte – alla luce di un fanale – rifocillavano e abbeveravano il poco bestiame rimasto loro.

Il dannato incidente con il trattore, lo strangolante mutuo sottoscritto da uno dei fratelli falsificando la firma del germano più abbiente, il lungo Calvario dei debiti, le minacce a chiunque si presentasse al loro cospetto per espropriare quel poco che era rimasto: la storia – almeno da quelle parti – la conoscevano tutti e la tragedia negli ultimi mesi si era già sfiorata due volte…

Le vittime e gli imperdonabili colpevoli sono facili ad esser individuati, ma la situazione impone di scovare le cause, di riconoscere l’evento scatenante, di immaginare l’inconscio mandante, di domandarsi non come possa essere accaduto ma preoccuparsi che possa ripetersi una, dieci o cento volte altrove.

Dietro a questa allucinazione ad occhi aperti c’è l’irrefrenabile disperazione, quella covata per giorni, mesi, anni. Quella che, come il gas delle bombole, arriva a saturare l’ambiente per poi esplodere…

Lo sconforto è una brutta bestia, capace di spingere ad azioni assurde oltre ogni limite, azioni che non possono e non devono trovare giustificazioni di sorta. Lo sgomento porta addirittura alla folle premeditazione e non si può non immaginare.

A dispetto delle rasserenanti scene fiabesche che la politica adopera per sedare i cittadini in serie difficoltà, lo scoraggiamento serpeggia in una società in cui la speranza per il domani si sbriciola sempre più rapidamente.

Anche chi non ha più nulla è consapevole di poter perdere ancora qualcosa. E’ quella la molla che porta ad un gesto estremo, sovente autolesionista, talora ferocemente capace di mietere vittime innocenti e totalmente estranee.

Siamo un Paese che non sente nemmeno il rumore di chi si schianta sul marciapiede dopo essersi lanciato dal tetto di un palazzo. Le nostre cuffiette continuano a farci ascoltare il mantra del “tutto va bene”, rendendoci impermeabili persino all’orrore e alla lucida crudeltà.

La favola non ha cavalieri né principesse, ma banche e agenzie di recupero crediti. E’ scritta non su romantiche pergamene ma su fogli di vecchi quaderni di computisteria, Non ci sono frasi armoniose ma numeri scritti in rosso e preceduti dal segno meno, quasi si avesse dinanzi il più lugubre spartito e un impietoso metronomo che scandisce implacabile il ritmo.

L’ergastolo ai criminali e il lutto nazionale non consoleranno parenti e amici di chi è stato dilaniato dallo scoppio e non convinceranno gli italiani che siamo sulla strada giusta.

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E' stato Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino dal febbraio 2022 all'aprile 2026 (Authority di cui è stato Vice Presidente dall'aprile 2019 al gennaio 2022).

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