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ZERO ZERO SETTER, LA SPIA DEI QUATTRO CANI

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
05/04/2021
in EDITORIALI
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L’incredulità continua a dominare la scena, tra chi dice che si tratta di una montatura (forse quella degli occhiali del capitano di fregata Biot), chi critica la gestione sicuramente maldestra del caso di spionaggio, chi ipotizza il monito politico e chi immagina il ricatto farmaceutico.

Non potendo uscire per la tradizionale scampagnata del Lunedì dell’Angelo, forse si può cercare di “evadere” tuffandosi nel giallo di questi giorni per trovarne la più sfiziosa chiave di lettura.

A incuriosire certamente è il tradimento low-cost, con il nostro Zero Zero Setter che fissa il prezzo dei segreti militari e della sicurezza nazionale a 5000 euro. Sul tema c’è chi ha pensato che la scatola delle medicine contenesse semplicemente una rata, frazionamento certo non da attribuirsi alla mancata disponibilità di denaro da parte della Russia ma forse riconducibile ad un pagamento progressivo basato sull’aurea regola “dare soldi, vedere cammello”.

Ma perché proprio cinquemila euro? Per battere una ipotetica concorrenza spietata che era arrivata a vendere dossier e incartamenti top secret a 6000 o addirittura a 5500? La suggestione di un eventuale “dumping” (ovvero la corsa al ribasso) è forse quella che alimenta la caccia ad altre potenziali “gole profonde”.

I cultori dell’intelligence – forgiatisi con anni e anni di letture, film e serie televisive – si domandano il perché del clamoroso arresto che ha esposto al pubblico ludibrio non solo l’intraprendente ufficiale di Marina, ma che ha messo alla gogna l’intero apparato cui competono gli affari riservati di Stato e della NATO. Il “che bisogno c’era” è il caso di dire che ci sta tutto.

Abbiamo dimostrato grandi capacità investigative, l’abilità nel piazzare telecamere nascoste come nemmeno Nanni Loy sarebbe stato capace di fare, l’attitudine a “sputtanare” altre articolazioni istituzionali, la somma perizia a far finire tutto sui giornali per guadagnare un briciolo di visibilità nell’incuranza del florilegio della credibilità italiana.

Una volta che ci è ripresi dallo choc di avere una serpe in seno, per quale motivo non si è trasformato in “agente doppio” il personaggio nei confronti del quale non si nutrono semplici sospetti ma si vantano terrificanti certezze? Il tizio poteva essere adoperato in una strepitosa operazione di controspionaggio, veicolando carte che un domani potevano essere ben più proficuamente messe sul tavolo internazionale per far valere le proprie ragioni.

E veniamo quindi al monito ai partiti e ai loro leader, soprattutto a quelli che – dimenticando il versante su cui l’Italia è schierata – non si sono accorti che gli “alleati” sono altri. La sorprendente fetta della “destra” che enfatizza la Grande Madre Russia come punto di riferimento probabilmente si troverebbe a ridimensionare gli entusiasmi da comizio e a riconsiderare la situazione in una meno galvanizzata ottica.

Ultimo, ma non certo per importanza, ragionamento: l’esigenza vaccinale. Se l’obiettivo di tanto clamore era acquisire potere contrattuale per la rapida fornitura di “Sputnik”, credo si potesse ottenere il medesimo effetto se la “partita” la si fosse giocata lontano da riflettori e telecamere. Anzi, il rapporto di forza sarebbe stato ancor più vantaggioso. Rimaneva infatti l’asso nella manica dello spifferare ai quattro venti la scorrettezza degli “amici” russi nei confronti di un Paese dove persino i diametrali avversari di Marco Rizzo e dei comunisti italiani nutrono simpatia per il Cremlino.

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E’ Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino (Authority di cui è stato Vice Presidente dall’aprile 2019 al gennaio 2022).

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